Gabbiani ovunque, residenti dei Lidi sono esasperati
Porto Garibaldi, numero cresciuto in maniera importante: «Non ci danno tregua, non possiamo più mangiare fuori»
PORTO GARIBALDI. «In questi giorni i gabbiani non ci danno tregua. Hanno fatto le uova sui tetti delle case, sono nati diversi piccoli e non sono mai stati così agguerriti». Con l’estate è tornata a Porto Garibaldi e a Lido Estensi l’emergenza gabbiani. Gli uccelli non hanno più paura di nulla, si sono moltiplicati in maniera esponenziale e la fanno da padroni in diverse zone delle due località. «Oltre a garrire in maniera forte soprattutto al tramonto - spiegano alcuni residenti vicino alla farmacia di Porto Garibaldi - sono diventati a dir poco invadenti. Non riusciamo a mangiare in giardino o in terrazza perché arrivano a rubare il cibo, sporcano ovunque e bisogna stare attenti anche quando si cammina, considerato che “colpiscono” frequentemente».
Il problema era già stato messo in evidenza ed affrontato lo scorso anno, quando dall’amministrazione comunale sono arrivate indicazioni ben precise ed è stato più volte chiesto di non dare da magiare a questi animali e di cercare di tenere pulito in strada. « I gabbiani sono cambiati, sono più aggressivi - spiegano i pescatori sul porto - E, come se non bastasse, si riproducono a ritmi esponenziali: da ogni coppia nascono almeno due piccoli. Abbiamo sempre convissuto in maniera pacifica, in qualche modo ci fanno compagnia da sempre ma in effetti abbiamo difficoltà anche noi adesso. Appena mettiamo fuori il pesce, arrivano sulle barche e non mollano...». Il “gabbiano reale zampegialle” è un vero e proprio spazzino-predatore che si nutre di rifiuti, pesci, ratti, carcasse, uova, piccoli animali e altri uccelli. Questa specie depone di solito una volta all’anno dalla fine di marzo 3 uova, che vengono covate per circa un mese e i piccoli imparano volare già dopo 35-40 giorni. Per nidificare vanno bene gli “anfratti urbani”, come ad esempio terrazzi, lavatoi o tettoie: l'avvento del satellitare e del digitale terrestre, infatti, ha spazzato via la fitta rete di antenne che fino a pochi anni fa affollava i tetti. Una convivenza non facile: questi uccelli, infatti, identificano nell’uomo una minaccia e difendono la propria prole con un'aggressività che paradossalmente cresce in proporzione allo sviluppo dei pulcini.
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