Simoni e l’atto finale della sua trilogia tra Pomposa e Ferrara
Lo scrittore comacchiese e “L’Abbazia dei cento inganni” «Difficile separarsi dal romanzo ma era giunto il momento»
di SAMUELE GOVONI
Un capitolo della vita, professionale e privata di Marcello Simoni ieri si è chiuso. Con l’uscita nelle librerie d’Italia de “L’Abbazia dei cento inganni” (ed. Newton Compton, euro 9,90), si è conclusa la trilogia . Codice Millenarius Saga, iniziata nel 2014 con “L’Abbazia dei cento peccati”, proseguita l’anno successivo con “L’Abbazia dei cento delitti” e terminata appunto con l’entrata in commercio di questo terzo e ultimo atto. Il volume è stato presentato ieri alla Feltrinelli di Ferrara e, come sempre, l’autore è stato accolto da un pubblico curioso e “famelico”.
«Con “L’Abbazia dei cento inganni” chiudiamo la trilogia nata tra l’Abbazia di Pomposa e Ferrara. Sognavo di finire questo lavoro fin da quando scrissi il prologo del primo libro perché - confessa Simoni - avevo già tutto in testa. Sapevo già come sarebbe andata a finire. Alla fine questi tre libri raccontano un’unica storia, è come se fossero un unico volume. Non è stato facile concludere e mettere la parola fine, ma sono contento di esserci riuscito».
Lo scrittore comacchiese che dice di rileggere quotidianamente quanto scritto il giorno prima, spiega che, nonostante fosse giunto il momento: «È stato difficile separarsi dal romanzo».
«Mi auguro che i lettori alla fine ci restino male come ci resto male io quando finisco un libro che mi cattura e che improvvisamente finisce. I personaggi di un buon libro comunque non muoiono, mi piace pensarli vivi in un universo parallelo, anche da avventura finita. Ho messo tutte le mie energie in questa trilogia e - afferma - soprattutto in quest’ultimo capitolo».
Ora Marcello Simoni si prepara a fare punto e a capo. Anzi, a voltare pagina. Ma ciò che ha in mente e quale sarà il suo destino letterario da qui ai prossimi mesi, se lo tiene per sé. Si limita a dire che ci sono «tante cose in ballo» e che tra qualche mese se ne parlerà.
«Un consiglio per le letture estive? Non è una domanda facile - sorride Simoni che precisa - Io non leggo romanzi storici, anche se li scrivo; mi sembra che sfocino troppo spesso nel mondo saggistico invece credo che, un romanzo, per essere tale debba saper anche lasciare libero sfogo alla fantasia, in modo da coinvolgere il lettore. Comunque, tornando ai consigli - conclude lo scrittore - direi un qualsiasi romanzo di Cormac McCarthy».
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