«Edilizia, negli ultimi 10 anni persi quattromila posti»
Il settore edilizio sta attraversando una crisi senza precedenti. Sandro Guizzardi, segretario provinciale Fillea-Cgil fa il punto della situazione: «La crisi ha colpito fortissimo non solo il...
Il settore edilizio sta attraversando una crisi senza precedenti. Sandro Guizzardi, segretario provinciale Fillea-Cgil fa il punto della situazione: «La crisi ha colpito fortissimo non solo il settore primario quello delle costruzioni che si è di fatto dimezzato anche nei numeri negli ultimi dieci anni. La vera e propria ecatombe - dice Guizzardi - sia di aziende che di lavoratori edili ferraresi (la Cassa Edile di Ferrara può certificare i numeri del disastro) è stata solo marginalmente tamponata dal drammatico evento sismico del maggio 2012 in quanto le aziende che hanno sede legale fuori provincia 32% del totale ed i lavoratori che hanno residenza fuori provincia 45% del totale sono sempre più la spina dorsale dell'edilizia ferrarese. Basta pensare al settore della cooperazione edile che in questa provincia ha visto nascere (e morire) colossi del calibro di Cei Ferrara, Costruttori di Argenta, Cmr di Filo e che non ha più nè aziende e nè soci sul nostro territorio». Guizzardi allarga l’orizzonte dalle fornaci «che sul territorio provinciale non ci sono più mentre di cave ne è rimasta una sola la Sei di Bondeno che sta cercando con ogni mezzo di uscire dalle “sabbie mobili” della crisi ai manufatti in cemento settore nel quale ha chiuso la storica Manfredini e resiste la sola Paver di via Uccellino tra Ferrara e Poggio Renatico al settore del legno che ha perso tutto il pezzo industriale (industria cornici, Falco e Pasini porte di Codigoro, Lavoranti in Legno di Ferrara) settore che era fino a cinque anni fa una vera e propria eccellenza e che oggi vede resistere solo alcune realtà artigianali. Il territorio ha perso l da 3.500 a 4.000 posti di lavoro negli ultimi 10 anni. Il territorio nei settori tradizionali perde quantità esagerate di lavoro e nei settori avanzati non ne produce di nuovo. Le esperienze di workers buyout che in giro per la regione ci sono (ne abbiamo una anche nella nostra provincia la Lavanderia Girasole di Porto Garibaldi) sono attuabili? A Ferrara si può? Penso di si a patto che tutti i soggetti del territorio facciano la loro parte.Servono progetti, risorse, sinergie tra istituzioni e organizzazioni di rappresentanza per superare gli ostacoli alla creazione di posti di lavoro.
Mi risulta che cè un interessantissimo progetto di workers buyout che un gruppo di lavoratori della ex Lavoranti in Legno sta perfezionando per far ripartire parte degli impianti dello storico stabilimento di Cassana in via Sutter.
«Credo che il territorio - chiude Guizzardi - abbia una grande occasione di riscatto, di rilancio, occasione di fare un salto di qualità aiutando questo progetto, nel rispetto del ruolo che ognuno ha nel panorama sociale di questo pezzo di Emilia ma, il ruolo va svolto».
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