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Gli anglo-ferraresi delusi «È stato un vero shock»

Gli anglo-ferraresi delusi «È stato un vero shock»

«Ci hanno murato una finestra sul mondo». «Ha vinto la politica xenofoba» «Non è stato capito il progetto europeo». «In pericolo il lavoro di tante persone»

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FERRARA.

Svegliarsi alla mattina e trovarsi fuori dall’Europa è stata una brutta sorpresa per gli anglo-ferraresi che abbiamo interpellato dopo la clamorosa vittoria Brexit nel referendum.

Tra ferraresi che vivono in Gran Bretagna e inglesi che da anni vivono o lavorano a Ferrara la delusione del responso delle urne è palpabile e soprattutto si percepisce l’incertezza per le grande incognite del futuro. «Ci hanno murato una finestra sul mondo».

È icastico Stefano Palazzi, direttore di Neuropsichiatria infantile all’Usl di Ferrara, che ha vissuto otto anni in Gran Bretagna e vi è rimasto legato da interessi professionali e familiari, con i due figli che studiano là. Uno, in particolare, conseguito il titolo triennale ha scelto di insegnare in una scuola vantaggiata come role model, professore di poco più grande dei suoi allievi, che sia per loro esempio positivo contro l’abbandono scolastico.

«Nel conto in banca aperto a Londra per le necessità dei miei figli ho perso quel che ho perso – dice – ma il primo pensiero alla notizia del “leave” è stato per le opportunità che sfumano, con l’idea che sia l’Europa ad averci rimesso, più che l’Inghilterra. Ho tristezza e rabbia, ma anche profondo rispetto per le dimissioni di Cameron indice di una costituzione culturale di tutt’altro stampo rispetto alla nostra».

«Dispiaciuta, anzi diciamo più che dispiaciuta». È il primo commento di Alison Riley, docente di lingua giuridica inglese al dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara.

«Ci sono rimasta molto male - dichiara l’insegnante, in Italia da più di trent’anni e con la doppia nazionalità dopo il matrimonio con un italiano - perché non è stato capito che il progetto europeo è essenzialmente un progetto di pace. Questa scelta non riesco a capirla, una grossa fetta della popolazione ha scelto di uscire dall’Europa e francamente lo reputo assurdo. Difficile anche sapere le conseguenza, la matassa con questa scelta si è aggrovigliata e il futuro e incerto. Mi spiace di non aver votato. D’altra parte non è consentito il voto agli inglesi che vivono all’estero da più di 15 anni».

«È uno shock terribile», sintetizza senza giri di parole Robert Elliot, per tantissimi anni presidente dell’associazione “Cittadini del Mondo” di Ferrara.

«Una vera beffa - continua il docente inglese che da molti anni vive a nella città estense - sono andato a letto convinto della vittoria e mi sono svegliato con una notizia terribile. Non mi è piaciuta la campagna fatta per lasciare l’Europa. È stata gretta, basata sulla paura dell’invasione degli stranieri, un voto alla fine anche contro gli europei e gli italiani che lavorano. Ha vinto la spinta xenofoba e quella politica di basso livello che sta avanzando in tutti i paesi a cominciare dagli Usa con il fenomeno Trump. Adesso dovrò adeguarmi anch’io, cittadino inglese in Italia, vedremo nei prossimi mesi cosa ci costerà questa scelta che reputo doppiamente dannosa».

Molto sconsolato anche Federico Varese, ferrarese, professore di criminologia all’Università di Oxford, che da anni vive e lavora in Inghilterra

«Il voto di ieri - spiega Varese- è piombato sulla comunità accademica come un forte shock. Questo risultato molto probabilmente significa che i fondi europei di ricerca ci saranno preclusi, in una fase in cui i fondi inglesi sono stati ridotti al lumicino per i tagli alla ricerca degli ultimi governi. Inoltre, gli studenti europei dovranno pagare tasse univesitarie molto più alte. Gli effetti più generali sono sotto gli occhi di tutti: la Scozia vuole indire un nuovo referendum per l’indipendenza. Lo stesso vuole fare l’Irlanda del Nord. Avremo un governo conservatore guidato da un euroscettico, forse dallo stesso Boris Johnson».

«L’Europa ha certo le sue colpe - conclude la sua analisi il professor Varese - ma questo voto rende il Regno Unito più insulare e mette in pericolo il futuro di milioni di persone che vivono e lavorano qui da anni. È una giornata triste per chi ama questo paese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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