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portomaggiore. dopo la chiusura dell’azienda

«Le scuse sono una presa in giro»

Ex operaio della M2B Scale contesta il cartello esposto dalla proprietà

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PORTOMAGGIORE. «Sono uno dei dipendenti “storici” della M2B scale in quanto ho lavorato in quell’azienda per 27 anni, dal 1988 al 2015, ancora prima che Giannetto Monti ne diventasse il titolare, e quando un altro ex dipendente mi ha mandato la foto dell’articolo sul cellulare, ho avuto una strana reazione». Esordisce così Stefano Bortolotti, ex dipendente della M2B Scale dopo che il proprietario aveva esposto un cartello con le scuse in quanto aveva dovuto chiudere: «Ho trovato molto teatrale il gesto di esporre un cartello con le scuse e ci tengo a far sapere che non accetto le sue scuse, anche perché io andavo al lavoro per guadagnarmi il pane. Giannetto Monti, se voleva compiere un gesto sentito poteva benissimo telefonare riservatamente ad ogni singolo dipendente invece di esporre il cartello. Inoltre, l’azienda sarà pure fallita il 6 giugno, ma già dall’ 1 gennaio era in liquidazione e i dipendenti rimasti alla produzione erano solo 2, e non 18, dato che uno alla volta ci eravamo licenziati perché non pagati. Anche noi operai ce l’abbiamo messa tutta, con il lavoro quotidiano e i suggerimenti per cercare di affrontare la crisi purtroppo inascoltati, oltre ad enormi sacrifici fatti, perché dai primi mesi del 2014 abbiamo sopportato i ritardi dei pagamenti degli stipendi che via via si sono accumulati, fino a diventare, nel mio caso, all’atto del licenziamento volontario per giusta causa del maggio 2015, di 6 mensilità più la tredicesima 2015. Addirittura, gli ultimi 2 operai hanno sopportato il mancato pagamento di ben 9 stipendi. Salari arretrati (che probabilmente non avremo mai più) e il Tfr».

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