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Ma i leghisti festeggiano: «Alba di un’epoca nuova»

Ma i leghisti festeggiano: «Alba di un’epoca nuova»

La soddisfazione del leader del Carroccio ferrarese Alan Fabbri: un esempio Il Pd: i vertici europei dovrebbero puntare oltre alla stabilità anche alla crescita

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FERRARA. Luigi Vitellio, segretario provinciale del Pd, è rammaricato per l’esito del referendum inglese, ma lo legge come invito al cambiamento: «Il no all’Europa uscito dalle urne britanniche - dichiara Vitellio - non si spiega solo con la storica vocazione a un isolamento a un senso solo del Regno Unito, ma si spiega anche con un rifiuto all’Europa così com’è. Non è una questione di insofferenza alle regole, ma dell’idea che questa Europa non realizzi gli intenti dei padri fondatori e che non sia nemmeno sulla strada giusta per realizzarli: è incapace di realizzare quella valorizzazione delle differenze fra i popoli europei, mentre appare intenta nella sua maggioranza (i conservatori!)a omologare e non a integrare (un concetto diverso): omologazione di regole, poi, che spesso danno la sensazione, e nel voto non importa purtroppo se coincidente con la realtà o no, che esse portino vantaggi a pochi. Lo dico da europeista convinto: serve un cambiamento profondo, che solo noi progressisti possiamo promuovere, ma ricordo che se in Italia alle elezioni europee ha vinto il PD, e dunque il Partito socialista europeo, così non è stato quasi in nessuna parte d’Europa, dove invece si sono affermati i conservatori e i popolari. La crisi europea è economica e occupazionale, ma è una crisi economica e occupazionale anche perché c’è crisi politica e culturale: dov’è il piano di investimenti Juncker? Come è tradotto? Quando oltre alla stabilità si deciderà di puntare anche sulla crescita? Non vogliono essere, queste, domande retoriche, sono domande vere che attendono risposte. Da parte mia le risposte stanno nella convinzione di un lavoro da perseguire con tenacia in Italia e in Europa da parte del PD e di tutti i partiti riformisti per promuovere libertà insieme all’eguaglianza. Questo ha chiesto il voto in Italia del 2014».

«La democrazia ha vinto - sentenzia soddisfatto il segretario provinciale della Lega Nord di Ferrara e capogruppo in consiglio regionale, Alan Fabbri - la Brexit è l'inizio di un'epoca nuova. E' un precedente eccellente, che richiama anche noi italiani a una battaglia per ottenere quel referendum, per poter dire la nostra e avere voce. Ma è anche la smentita di Renzi e del Pd che - con la riforma costituzionale - vorrebbero, per l'ennesima volta, tappare la bocca agli italiani, non consentendo loro di potersi esprimere sui trattati internazionali, come il Ttip, che è un attacco e una minaccia alle nostre produzioni. Mai più schiavi di un'Europa nemica della nostra agricoltura, della nostra pesca, della nostra imprenditoria d'eccellenza. La Brexit è l'alba di una nuova stagione. La strada è tracciata, l'uscita da questa Europa non sarà più un dogma, ma una via democraticamente praticabile»

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