Asl-Sant’Anna, prove tecniche di fusione
Il dg dimissionario Paola Bardasi lascia dopo aver impostato i piani di integrazione tra le aziende. Domani il caso in Regione
FERRARA. Le sorprendenti dimissioni, per modalità e tempistica, di Paola Bardasi dall’incarico di direttore generale dell’Asl di Ferrara hanno lasciato orfana l’azienda sanitaria di uno dei due perni su cui poggia il complesso percorso di integrazione della sanità locale.
L’uscita di scena, sulle cui motivazioni non c’è ancora certezza (Bardasi ha giustificato la sua rinuncia alla Regione con la formula dei “motivi personali”) ha oscurato il rilievo di alcuni passaggi amministrativi che modificheranno nel prossimo futuro l’organizzazione della sanità provinciale. A Ferrara, come in altre città della Regione, sono in corso le grandi manovre che potrebbero rappresentare i primi passi verso un progetto di unificazione tra aziende ospedaliere e Asl. Oggi possibile, e già realizzato, in Friuli Venezia Giulia dove le due aziende ospedaliere sono state incorporate dalle due aziende territoriali grazie a una legge approvata su misura per le Regioni a statuto speciale.
Un traguardo attualmente negato alle Regioni a statuto ordinario, dove però sono state avviate o si stanno studiando fusioni orizzontali e incrociate tra aziende sanitarie. Sta avvenendo, ad esempio, nel Veneto, ma anche in Toscana, dove una cura dimagrante spinta ha tagliato il numero delle Asl da 12 a 3, e in Emilia Romagna. Qui, dopo l’unificazione delle quattro Asl romagnole in un’azienda unica, la Regione ha avviato estesi processi di integrazione che stanno toccando più province. A Modena si stanno fondendo in un’unica realtà il Policlinico (azienda ospedaliera) e l’ospedale di Baggiovara (Asl); a Bologna si parla con insistenza (e tra le polemiche) della fusione tra l’Asl di Bologna e quella di Imola.
A Reggio Emilia si sta viaggiando sugli stessi binari di Ferrara, con l’integrazione fra l’azienda ospedaliero universitaria Santa Maria Nuova e l’Asl. Un processo che dovrebbe giungere a piena maturazione entro un paio d’anni. E per il quale - in assenza di una legge che consenta questa convergenza - l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, ha annunciato l’avvio di un confronto col ministero. A Ferrara l’integrazione dei servizi Patrimonio, Personale e Ufficio tecnico tra Asl e Sant’Anna è stato avviato all’inizio del 2016; è stato già attuato il trasferimento incrociato di personale in base all’azienda indicata come capofila del servizio unificato e si sta per avviare una complessa trattativa sulla riduzione e sul ricambio generazionale dei dirigenti. È stato inoltre impostato l’iter amministrativo per l’approvazione del regolamento che disciplinerà l’integrazione dei dipartimenti ospedalieri di Asl e Sant’Anna (dove è presente anche l’università).
Questa somma di operazioni porterà verso un dimagrimento delle due aziende “integrate”. Alcuni effetti saranno la riduzione dei posti letto (quest’anno se ne perderanno in provincia altri 45) e del personale. Paola Bardasi ha presentato martedì scorso nell’organo di direzione dell’Asl il piano per l’unificazione dei dipartimenti ospedalieri. I prossimi atti dovrebbe portarli avanti il facente funzioni, probabilmente l’attuale direttore sanitario Mauro Marabini, in attesa che la Regione decida come procedere dopo le dimissioni della Bardasi (sarà nominato un altro dg o un commissario?). Sul più lungo termine si ipotizza una possibile fusione. Domani la giunta regionale affronterà il caso Bardasi.
Il M5S, attraverso la consigliera regionale Silvia Piccinini, ha chiesto all’assessore regionale Venturi e al dg dell’Asl di Bologna, Giulia Gibertoni, di presentarsi «in commissione a chiarire i tanti lati oscuri del bilancio dell’azienda». Su quei conti la Regione ha deciso di trasmettere una segnalazione alla procura per presunte anomalie nelle registrazioni patrimoniali il cui valore è stato indicato dall’assessore Venturi in 30-35 milioni di euro. Si parla di atti compiuti oltre 10 anni fa, quando a supervisionare quei conti, a Bologna, c’era Paola Bardasi. (gi.ca.)
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