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Azienda ko, l’ex operaio si reinventa pastore

Azienda ko, l’ex operaio si reinventa pastore

Raffaele Vacchi, 45 anni, vive nelle campagne tra Pilastri e Burana Oggi ha un gregge di 160 pecore: «Una scelta di vita. E il lavoro non manca»

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PILASTRI. Nell'epoca in cui occorre sapersi reinventare, anche professionalmente, di fronte alla crisi che fa sentire i suoi effetti, non dovrebbe stupire più di tanto che, chi ha lavorato da sempre in fabbrica, oggi svolga un altro lavoro.

Anche se quel nuovo mestiere è quello di pastore e non è certo il primo che verrebbe in mente ad un quarantenne. Eppure, Raffaele Vacchi, 45 anni, che vive nelle campagne sul confine tra Burana e Pilastri, oggi guida fieramente il suo gregge. Composto da 160 pecore e i suoi 5 cani, a cui si sono da poco aggiunti quattro cuccioli in cerca di famiglia.

A Raffaele e ai suoi animali ha fatto visita ieri il sindaco Fabio Bergamini. «Il suo - dice - è un esempio di coraggio, di determinazione, di umiltà e di intelligenza. La sua storia mi ha affascinato fin dal primo istante che l’ho conosciuto».

La casa di Vacchi è antichissima, è del 1.600, e l’origine del suo cognome lo è ancora di più (i Vacchi hanno circa 500 anni di storia). Ma da quando è pastore la vita di Raffaele è per lo più all’aria aperta, nel quadrilatero tra Burana, Pilastri e (nel Mantovano) Sermide e Felonica. «Percorro circa 2mila chilometri all’anno. La mia passione per gli animali è antica, così quando , dopo anni di lavoro in fabbrica, l’azienda è andata in crisi, ho pensato di fare questo mestiere, che non è solo un mestiere, ma una scelta di vita». E oggi Raffaele cerca un socio: «Il lavoro non manca: il prossimo anno avrò da badare a un centinaio di agnelli, avere un socio mi aiuterebbe. Serve gente per bene, che ami e conosca gli animali e che abbia voglia di fare la mia stessa scelta di vita. E io, in questa avventura, voglio andare avanti, assolutamente».

Il consiglio che Vacchi dà ai giovani è: «Non abbiate paura di cambiare. Cambiare è difficile ma è anche positivo. Provate, provate, provate. Se date il massimo in quello che fate, inseguendo le vostre passioni, non avrete mai rimorsi né rimpianti». E l’aspetto più bello di fare il pastore? «Parlare con tanta gente. Intanto che pascolano le pecore - racconta - si imparano tante cose dalle persone».

«Stimo Raffaele, la sua è la storia di un ragazzo che ci ha creduto e continua a crederci e ha avuto la forza di sapersi ricostruire, provandoci - ha detto il sindaco Bergamini -. Incontrare Raffale è un’esperienza, per la sua capacità di ascoltare, voglia e curiosità di capire, per la sua grande capacità riflessiva e lucidità nell’affrontare i temi, anche quelli più spinosi. La storia di Raffaele interpella personalmente tutti noi, e il suo coraggio sono e saranno, per me, una grande spinta e un grande esempio». (mi.pe.)

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