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Sul piazzale a 40 gradi, muore d'infarto

Sul piazzale a 40 gradi, muore d'infarto

Ferrara, tragedia al petrolchimico: operaio 59enne scaricava tubi quando ha avuto un malore. E' caduto poi il decesso a Cona. I sindacati: esplosione di casi in questi giorni

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FERRARA. Stava lavorando ormai da ore, nel piazzale assolato, ad oltre 40 gradi. Stava scaricando il camion della ditta per cui lavora, all’interno del Petrolchimico di Ferrara, quando colto da un malore è caduto sbattendo contro la sponda del camion. Sandro Rasi, 59 anni, di Occhiobello è stato subito soccorso ma è purtroppo morto poche ore dopo il ricovero in ospedale: l’infortunio è accaduto nel pomeriggio di venerdì all’interno del Petrolchimico, nel cantiere della Bersud, azienda che esegue sabbiature e verniciature industriali.

In questo cantiere lui e i colleghi della Welding Duebi, impresa di costruzioni meccaniche di Fiesso Umbertiano (Rovigo), stavano scaricando dei tubi e durante questa operazione Rasi è stato colto da malore, un infarto fulminante che potrebbe avere avuto come concausa, appunto, il gran caldo e le condizioni in cui stavano lavorando da ore, nel piazzale assolato: un arresto cardiaco che non gli ha lasciato scampo, secondo la ricostruzione degli inquirenti (polizia di Stato) e dei sanitari intervenuti che hanno svolto accertamenti e quindi i tecnici della Medicina del lavoro che hanno comunque svolto un approfondito sopralluogo ed eseguito i rilievi sulla tragedia.

L’uomo prontamente ricoverato dopo il malore, nel pomeriggio di ieri, è poi sopravvissuto solo poche ore ed è deceduto all'ospedale Sant'Anna di Cona dove era stato trasportato d'urgenza. Del fatto si sono interessati i sindacati all’interno del Petrolchimico soprattutto alla luce, spiegano, dell’aumento negli ultimi giorni dei casi di choc da calore: «l’esposizione al caldo ha innescato una vera esplosione di malori, e ciò dovrebbe far riflettere sulle condizioni in cui i lavoratori sono costretti ad operare, come il caso della tragedia accaduta». «Abbiamo avuto un confronto coi colleghi - spiegano - per aprire in futuro una verifica su come affrontare situazioni straordinarie come questa e trovare il modo più adeguato per far fronte a lavorazioni così usuranti».

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