LA GUERRA PER L’ARIA CONDIZIONATA
Accendi e spegni. Alza e abbassa. Ci risiamo. Con l’arrivo del caldo ritorna la guerra del condizionatore, un vero classico dell’estate, specie per chi non vive o lavora da solo. C’è chi lo programma...
Accendi e spegni. Alza e abbassa. Ci risiamo. Con l’arrivo del caldo ritorna la guerra del condizionatore, un vero classico dell’estate, specie per chi non vive o lavora da solo. C’è chi lo programma a 16 gradi, ed evidentemente scambia l’ambiente per un frigo della Coferasta, con una temperatura che forse può andare bene per le pesche nettarine, ma non certo per l’intestino e le articolazioni. Per reazione, a volte non sempre composta, c’è quello che replica aprendo la finestra, facendo entrare per contro nelle stanze il caldo e l’umidità esterni, che se va bene porta dentro rispettivamente 30 gradi e l’80%. Così poi è tutto da rifare, perché per riportare una temperatura apprezzabile c’è chi torna ad abbassare a 16 gradi. E stiamo - scusate il bisticcio di numeri - da capo 12. Ci sono poi quelli a cui l’aria condizionata procura fastidio, dolori reumatici, sciatica e torcicollo per cui, anche in presenza di un’umidità da giungla cambogiana, spengono il dispositivo refrigerante preferendo sudare e magari proprio per questo ammalarsi. Con questo caldo e con questi condizionatori, come fai sbagli. Non parliamo poi quando si entra nei supermercati nel reparto frigo. Per chi è appena arrivato da fuori, magari in bicicletta sotto il sole, l’impatto ha la stessa sensazione di una pugnalata alla schiena, con la temperatura che in pochi secondi scende di una trentina di gradi. E siamo solo all’inizio. Buona estate. (g.p.z.)
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