Caldo tropicale, una raffica di malori
Il medico Pierpaoli: anziani esposti a scompensi metabolici. Attenzione ai dosaggi dei farmaci per l’ipertensione
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FERRARA. Dalle piogge insistenti all’afa tropicale, dai 16 gradi e il golfino ai 39 gradi e i bermuda. Quando il caldo non è solo abbondante, ma anche improvviso, le conseguenze dell’eccessiva calura si complicano e le attenzioni vanno raddoppiate, perché il nostro organismo non è “programmato” per questi sbalzi ma per un cambiamento graduale delle temperature. Tradotto: “non ci sono più le mezze stagioni” e a farne le spese, come spiega il medico Massimo Pierpaoli, sono soprattutto gli anziani: «Con questi passaggi bruschi il nostro sistema vascolare viene travolto dall’ondata di caldo improvviso che provoca vasodilatazione. E se i vasi sanguigni dei giovani sono più elastici e quindi capaci di adattamento e compensazione, negli anziani le arterie sono più rigide e questo è motivo di disturbi cardiovascolari e problemi metabolici. Il caldo produce un forte cambiamento sul metabolismo, con un maggior fabbisogno di acqua. Per questo si consiglia di bere e di mangiare frutta e verdura per compensare la perdita di sali minerali, a cominciare dal potassio».
Ma il passaggio drastico dal freddo/fresco al caldo torrido non è più dannoso del suo contrario. E qui entra in gioco l’aria condizionata. Premesso, come è ovvio, che per quanto è possibile è bene evitare di uscire nelle ore più afose e con maggior irraggiamento, anche per l’aria condizionata c’è un “manuale per l’uso” che, se non rispettato, può trasformare un sollievo in un flagello: «Di per sè l’aria condizionata va benissimo - spiega Pierpaoli - ed è oltrettutto più pulita se si provvede alla manutenzione dei filtri. Il fresco è un grande alleato del sistema cardiovascolare; i problemi nascono quando c’è troppa differenza tra la temperatura interna e quella esterna, con salti anche di dieci gradi. Bisogna fare attenzione a come si regola il climatizzatore e a volte è sufficiente la modalità deumidificatore per avere benefici».
Le insidie si possono nascondere anche dentro casa, se il clima tra diverse stanze è troppo eterogeneo: se la camera da letto è il Polo Nord e la cucina il deserto del Sahara le conseguenze circolatorie e intestinali sono ben immaginabili. Non meno deleterio, prosegue il dottor Pierpaoli, è l’effetto negozio/supermercato, quando varcare le porte di un esercizio significa lasciare un marciapiede bollente per riemergere in un ambiente siberiano: paradossalmente, portare con sè un coprispalle o una giacchetta potrebbe non essere una cattiva idea per parare i colpi delle repentine sferzate di aria fredda.
Un altro accorgimento importante, ricorda Pierpaoli, è il dosaggio di alcuni tipi di farmaci assunti normalmente durante l’anno. Chi sta seguendo una terapia per l’ipertensione deve consultarsi con il proprio medico, perché l’abbassamento farmacologico della pressione, se sommato al calo di pressione fisiologico dovuto all’afa, può provocare collassi e svenimenti, e potrebbe essere quindi necessario calibrare la posologia durante il periodo estivo.
La stessa indicazione è valida per i diuretici, così come chi soffre di forme importanti di diabete deve potenziare i controlli per prevenire disturbi metabolici ai piccoli vasi e al microcircolo. (a.m.)
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