Il climatizzatore del conte Gulinelli
Durante i lavori scoperto anche l’impianto di ventilazione che a seconda delle stagioni convogliava aria calda o fredda
È sicuramente uno degli interventi post terremoto più consistenti a giudicare dalla partecipazione economica della Regione Emilia Romagna che ha messo a disposizione ben quattro milioni e mezzo di euro, a cui vanno aggiunti altri due milioni da parte della Fondazione Canonici Mattei: stiamo parlando dello storico Palazzo Gulinelli con ingresso in corso Ercole I d'Este (ma anche con un fronte in via Armari e via Roverella), che nel 1950 fu donato da don Cipriano Canonici insieme a tutti i possedimenti terrieri nella zona di Bondeno; un ingente patrimonio gestito appunto dalla Fondazione.
Ora che lo stato di avanzamento dei lavori è al 40%, monsignor Antonio Grandini, presidente della Fondazione Canonici Mattei, e alcuni fra gli artefici dell'impegnativo recupero dello stabile, hanno voluto raccontare quanto fino ad oggi realizzato e le metodologie con cui si sta procedendo nel cantiere.
Sebbene la conclusione dei lavori sia prevista per il dicembre 2017, sicuramente si slitterà di un altro anno a causa dei continui ritrovamenti inaspettati che rallentano il ritmo dei lavori.
«Gran parte dell'edificio - ha detto monsignor Grandini - sarà certamente destinato alla scuola ed attualmente il pianoterra già recuperato, è occupato dall'istituto di lingua inglese "Smiling" frequentato da circa 330 studenti. Abbiamo però un sogno: creare una parte museale, che data la vicinanza al Palazzo dei Diamanti e cosiderata la collaborazione del Comune che ci sta sostenendo egregiamente, potrebbe rappresentare uno spazio importante per l'intera città». Dopo i ringraziamenti alle ditte, ai professionisti tra cui il progettista Eugenio Artioli, l'architetto Cristiano Ferrari dello studio Ape di Modena e a tutte le maestranze in particolare il capo cantiere Alessandro Magnani, è iniziata la visita al cantiere.
I lavori di ripristino - per oltre il 50% connessi ai danni sismici - dopo aver interessato i locali dello Smiling, ora si trovano nella fase particolarmente impegnativa relativa alle cantine, al piano nobile e al solaio. «Il progetto di restauro - ha spiegato Ferrari - procede secondo una metodologia innovativa definita “gentile“, che rispetta quello che troviamo e da riferimento all’origine del Palazzo e ai successivi numerosi interventi di ampliamento e rifacimento».
Chiunque volesse conoscerne i dettagli, può infatti semplicemente recarsi in Corso Ercole d'Este e osservare attentamente la mostra di pannelli allestita sotto l'impalcatura dove sono evidenziati attraverso disegni e mappe storiche, il prima - sembra che la costruzione primaria fosse antecedente addirittura all'Addizione Erculea- fino allo stato attuale; compresi alcuni particolari ritrovamenti come una antica pergamene firmata dal conte Gulinelli inserita in un'intercapedine, un guscio di tartaruga con incisa la data 1864, qualche coccio di ceramica, anforine, brandelli di tappezzeria sulla quale è stata individuata la ditta fornitrice ancora esistente in Inghilterra a cui gli architetti si sono rivolti via internet per sapere se hanno ancora una documentazione relativa all'ordine di acquisto dei proprietari a dimostrazione dei contatti che i Gulinelli avevano anche con l'estero.
All'interno invece sorprendente è stata la scoperta di un impianto di ventilazione ancora perfettamente funzionante in grado allora come oggi, di sprigionare in inverno aria calda attraverso i numerosi caminetti collegati da un efficientissimo sistema di canne fumarie, ed aria fresca d'estate.
«Rispetteremo anche il colore originario delle pareti interne ed esterne - ha precisato Ferrari- recupereremo i pavimenti in legno per restare il più fedeli possibile al Palazzo».
Margherita Goberti
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