Profanata la cappella dei parroci
Mizzana, diverse persone che frequentano il camposanto hanno segnalato il furto. La parrocchia: «Riconsegnateli»
Una visita, la domenica mattina, ai propri cari che riposano al camposanto è quasi un rito per i residenti della zona di Mizzana che spesso poi raggiungono la cappelletta dove sono sepolti i parroci mai dimenticati della comunità.
Proprio una signora che si reca spesso nel cimitero della frazione ieri, entrando nella cappelletta, ha notato che mancavano all’appello un crocefisso e quattro candelabri che si trovavano sulle tombe di don Mascellani, ex parroco di Mizzana, don Alberto Dioli che fu per molti anni missionario in Africa dove fondò alcuni centri a Kamituga tuttora attivi e sostenuti dalle offerte dei ferraresi, don Francesco Furini l’ultimo parroco, vittima di un tragico incidente stradale ai Lidi, e monsignor Mori, che nacque a Mizzana, il motivo per cui le sue spoglie sono state sepolte lì. Anche altre persone, che spesso raggiungono il cimitero, avevano però notato sabato scorso l’assenza degli oggetti sacri.
«Ho visto – ha riferito una signora - che sull’altare c’era solo il crocifisso mentre i quattro candelabri era stati posizionati dietro la porta. Ho pensato che dovessero essere puliti, ma non che un ladro volesse agire in tempi diversi, per portarseli via». Un’altra donna, successivamente, ha notato la loro assenza e ha immaginato che fossero stati rubati, per cui ha avvertito il nuovo parroco, mons. Paolo Cavallari. Chiamate sono arrivate anche alle forze dell’ordine.
Stupisce che oggetti che non hanno un vero valore commerciale possano essere sottratti dai luoghi sacri per ricavarne solo una manciata di euro. Un’osservazione con cui concorda don Paolo che ricordando il materiale povero di cui erano composti gli oggetti trafugati, probabilmente ottone (che l’abbiano scambiato per oro ?), ha commentato: «O sono talmente bisognosi che tutto può essere utile o è stato un atto vandalico (ma contro chi !!? ) oppure, a pensarle tutte, si può ipotizzare che possano servire per le messe nere. Mi auguro che capendo che non si tratta di oggetti preziosi, magari li riportino dove erano per il rispetto di tutta la comunità». Proprio sabato scorso nella parrocchia di Mizzana è stata festa perché era ospite il missionario Tarcisio Moreschi, oggi in Tanzania ma per molto tempo parroco nelle Missioni fondate da don Dioli e dove operò anche don Furini. «È stato con noi tutto il pomeriggio – conclude don Paolo - ha incontrato i volontari dell’Associazione Amici di Kamituga, ha parlato del valore della missione oggi, ha concelebrato la messa e dopo ha condiviso con la comunità la pizza. Un bel momento rovinato da uno spiacevole episodio senza senso».
Margherita Goberti
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