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Cuore e stenosi coronariche premiato studio ferrarese

Cuore e stenosi coronariche premiato studio ferrarese

Tra le tante notizie che riguardano il fronte della sanità in un momento di forti trasformazioni, alcune riguardano i risultati della ricerca. Si tratta di una delle gambe su cui poggia e agisce il...

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Tra le tante notizie che riguardano il fronte della sanità in un momento di forti trasformazioni, alcune riguardano i risultati della ricerca.

Si tratta di una delle gambe su cui poggia e agisce il sistema sanitario locale, che combina assistenza, ricerca e didattica essendo il Sant’Anna un’azienda ospedaliero-universitaria.

Una di queste notizie arriva dagli Stati Uniti, dove nell’ambito del recente Congresso della Società Americana di Medicina Nucleare - svoltosi a San Diego, in California, dall’11 al 15 giugno 2016 - è stato premiato uno studio scientifico condotto presso l’Unità Operativa di Medicina Nucleare den Sant’Anna. Il lavoro è stato selezionato tra gli oltre 1200 abstracts (sintesi scientifiche) pervenuti alla segreteria del congresso ed è risultato l’unico studio di un gruppo italiano incluso nelle 80 nominations per i premi finali, aggiudicandosi il terzo posto come miglior poster nella categoria della ricerca in ambito cardiovascolare.

Lo studio, condotto su circa 300 pazienti, ha posto in evidenza la stretta correlazione tra la gravità delle stenosi coronariche e la compromissione della funzione contrattile del cuore, dimostrabile dopo uno stress-test fisico con una particolare tecnica di Medicina Nucleare chiamata scintigrafia miocardica di perfusione sincronizzata all’elettrocardiogramma (gated-spect).

«Si tratta - ha dichiarato il dott. Corrado Cittanti, direttore facente funzioni della Medicina Nucleare del S. Anna - di un prestigioso riconoscimento internazionale all’attività scientifica, svolta ormai da numerosi anni dal gruppo medico nucleare ferrarese in stretta collaborazione con le Unità Operative di Cardiologia delle due aziende sanitarie, nell’ambito dello sviluppo e dell’impiego di particolari traccianti (chiamati radiofarmaci), dedicati allo studio della cardiopatia ischemica».

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