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Donazioni della milionaria: due anni a uno degli amici ferraresi

Donazioni della milionaria: due anni a uno degli amici ferraresi

Condannato per circonvenzione di incapace, assolto il secondo imputato. Colpo di scena: l’avvocato dell’anziana sospettato di concorso, gli atti in procura

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FERRARA. È arrivato nell’aula del tribunale trascinando in suoi ottant’anni su una sedia a rotelle, per difendersi dall’accusa di circonvenzione di incapace, e ne è uscito immacolato dopo l’assoluzione piena, per non aver commesso il fatto. «Non poteva andare diversamente, perché il mio assistito era a tutta evidenza innocente», commenta quasi sfogandosi l’avvocato Marco Linguerri, al termine di un processo che non ha risparmiato colpi di scena e che ha visto il secondo imputato condannato invece a due anni e tre mesi e al pagamento di 100mila euro alle parti civili. La procura (pm Volta), aveva chiesto per entrambi la condanna a un anno e otto mesi.

La vicenda ruota attorno a una novantenne ricchissima, ora deceduta, e ad alcune donazioni elargite a due persone che considerava di famiglia e che sono poi finite a processo. In particolare, l’anziana aveva donato 200mila euro a ciascuno di loro e secondo la difesa questo era avvenuto in modo totalmente spontaneo, in segno di affetto e amicizia e nel pieno delle proprie facoltà mentali. Al punto che quando i parenti avevano nominano per lei un’amministratore di sostegno, la signora si era ribellata e aveva fatto ricorso, assistita da un legale a sua volta, come vedremo, finito a sorpresa nei guai.

I problemi per i due imputati erano nati proprio durante il mandato della tutrice, che non era stata informata di un’altra importante donazione (peraltro autorizzata dal giudice e non oggetto di questo processo) e si era rivolta così alla procura per le necessarie verifiche. Da qui la scoperta delle due donazioni a favore degli imputati.

Nel corso del dibattimento, entrambe le difese (avvocati Linguerri e Zanforlini) avevano sostenuto la piena consapevolezza dell’anziana nel donare, di sua volontà, il suo denaro a persone a cui era legata da vincoli di affetto, in segno di gratitudine per la loro vicinanza durante un grave lutto. Il giudice ha valutato però diversamente le due posizioni, assolvendo uno degli imputati e condannando il secondo a una pena più alta rispetto alle richieste del pubblico ministero. Il suo difensore, David Zanforlini, presenterà appello.

Poi il colpo di scena, ovvero la decisione del giudice Debora Landolfi di rinviare alla procura gli atti della testimonianza del legale dell’anziana con l’ipotesi di concorso in circonvenzione di incapace. L’avvocato era stato chiamato a testimoniare sul ricorso della signora, sua assistita, contro la nomina dell’amministratrice di sostegno. Il giudice ha anche rinviato gli atti alla procura per due badanti, per reticenza.(a.m.)

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