Fiom: la Fox Bompani specula sul lavoro. L'ad: fabbrica salvata
Ostellato, rovente polemica tra sindacato e vertici aziendali su contratti e occupazione
OSTELLATO. Botta e risposta tra Fiom e Fox Bompani sulla situazione della storica azienda ostellatese. L'affondo iniziale è stato di Giovanni Verla (Fiom), «L'azienda sta gestendo la Cig senza accordo sindacale e utilizza in modo speculativo il lavoro in somministrazione». Oggi - ha spiegato sempre il sindacalista - scade il contratto degli interinali (una trentina di addetti) che viene rinnovato settimanalmente: riprenderanno il lavoro solo il 4 luglio. «L'azienda - dice il dirigente della Fiom ferrarese - non vuole pagarli per il giorno del patrono, il 29 giugno, e l'orario d'ora in poi sarà part time: sei ore e mezza invece di otto. Il tutto in spregio ai diritti dei lavoratori».
«Questa fabbrica rischiava di chiudere due-tre anni fa, in questa fase di rilancio in cui cerchiamo di conquistare nuovi mercati, dipendiamo ovviamente molto dalle commesse e ricorriamo al lavoro somministrato quando dobbiamo fare fronte a dei picchi di ordine». Comincia in modo soft la replica dell’amministratore delegati di Fox Bompani Enrico Vento. I toni si fanno più accorati quando affronta la questione della cassa integrazione senza accordo. «L’accordo non c’è perché non hanno voluto firmarlo loro della Fiom, ma la nostra posizione è del tutto legittima». L’ad Vento spiega che i tre giorni di cassa integrazione (29, 30 giugno e 1 luglio) sono stati decisi per eseguire la manutenzione straordinaria della cabina elettrica. «È chiaro che se in quei giorni siamo fermi non ho bisogno di “somministrati”, ed è altrettanto chiaro che se non lavorano tre giorni adesso li lavoreranno più avanti». Vento respinge la critica di Verla sull’utilizzo “speculativo” degli interinali. «Nel 2015 ne avevamo 40 e 20 li abbiamo assunti a tempo indeterminato. Ognuno di loro prima di essere operativo fa due mesi di formazione sulla sicurezza e sul lavoro. Io voglio che siano contenti, perché se se ne vanno vuol dire che ho fatto della inutile formazione. Aggiungo che sono pagati con lo stesso trattamento degli altri lavoratori».
La polemica sull’orario ridotto Vento nè la capisce nè la digerisce: «La riduzione d’orario a luglio sono i lavoratori a chiederla, perché è un mese molto caldo, entrano alle 7.30, alle 13.30 smettono, vanno in mensa e poi a casa, hann o il pomeriggio libero e sono contenti. Se Verla non è contento non so che farci, qui c’è una smalteria dove si raggiungono gli 800 gradi, non se abbia mai lavorato in vita sua, se vuole può venire qui». Il contrattacco non è ancora finito: «Un’azienda che stava per chiudere oggi dà lavoro a 200 persone in un’area come quella di Ostellato, se quelli della Fiom sono più bravi di me vengano loro a gestirla».(m.p.)
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