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Mirabello e Sant’Agostino La fusione è più vicina

Mirabello e Sant’Agostino La fusione è più vicina

Oggi a Bologna audizione della Prima commissione. Referendum in ottobre Marcella Zappaterra: il Comune unico è una vera opportunità per il territorio

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MIRABELLO. Continua la procedura per dare il via alla fusione in un solo Comune di Mirabello e Sant’Agostino. E oggi a Bologna sarà compiuto un nuovo passo avanti: nel pomeriggio (nella sala polivalente regionale) è prevista l’audizione da parte della prima commissione dei sindaci dei Comuni che, in Regione, hanno avviato il percorso di fusione. Tra questi appunto Mirabello e Sant'Agostino, che contano rispettivamente 3305 e 6944 abitanti (al 1ºgennaio 2015) ed hanno una densità di popolazione molto simile, che si attesta su una media di 200 abitanti per chilometro quadrato. La fusione consentirà di dare vita ad un Comune di 10244 abitanti, con un territorio di 51,32 chilometri quadrati. E i cittadini dei due Comuni saranno chiamati a esprimersi sull'ipotesi con referendum consultivo, che si svolgerà in ottobre e che, contestualmente proporrà tre ipotesi di denominazione del nuovo Comune: Reno, Terre del Reno o Reno Antico.

E sarà il consigliere regionale ferrarese Marcella Zappaterra (Pd) (con il collega della Lega Nord Massimiliano Pompignoli) relatorr del progetto di legge regionale per questa fusione. E proprio Zappaterra spiega tappe e prospettive del processo di fusione (che coinvolge in questa fase non solo i due Comuni del Ferrarese, ma anche municipi del Piacentino, del Bolognese, del Reggiano e della provincia di Rimini).

«Dopo la richiesta dei Communi e la delibera della giunta regionale con tutti i pareri e lo studio fattibilità - spiega Marcella Zappaterra - la parola passa alla prima commissione, che ha nei suoi passaggi l’audizione dei sindaci a integrazione della documentazione e quindi, in una seduta che si terrà entro la metà di luglio, il votro sui progetti di legge. Per poi arrivare al voto dell’assemblea regionale entro la fine di luglio». Già definito, in ogni caso, il referendum consultivo per ottobre. Poi dal 1º gennaio 2017 il via al Comune unico e in primavera le elezioni per il sindaco e il consiglio del Comune unico.

«La scelta della fusione - spiega Marcella Zappaterra - è stata lungimirante da parte degli amministratori e dei consigli comunali di Mirabello e Sant’Agostino per diversi motivi: intanto la normativa prevede già oggi che i Comuni sotto 5mila abitanti si associno per molte funzioni. Quindi la fusione è oggi l’opzione più idonea e strategica. Poi si tratta davvero di una opportunità per assicurare anche in futuro la qualità di servizi a livello attuale e potenziarli. E realizzare le opere necessarie al territorio per uno sviluppo forte, riducendo al contempo le spese e consentendo un’importante semplificfazione politico-burocratica, mantenendo però il decentramnento nell’erogazione dei servizi tramite sportelli funzionali».

In più, ribadisce il consigliere regionale, «la fusione è l’unica soluzione per evitare vincoli patto stabilità e la riduzione dei trasferimenti statali», E rappresenta «davvero un’opportunità per rilanciare un’azione amministrativa efficace sul territorio e non penalizzante per i servizi ai cittadini».

Il nuovo comune potrà contare anche su contributi regionali per 180mila euro l'anno per 15 anni, più 774.290 euro l'anno dallo Stato per 10 anni. (al.vin)

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