Poste, cento ferraresi in corteo Adesione allo sciopero al 70%
Un centinaio di lavoratori ferraresi hanno partecipato alla manifestazione di Bologna contro le politiche di Poste Italiane. Sono partiti in pullman da Ferrara e Codigoro, e con le auto da Cento,...
Un centinaio di lavoratori ferraresi hanno partecipato alla manifestazione di Bologna contro le politiche di Poste Italiane. Sono partiti in pullman da Ferrara e Codigoro, e con le auto da Cento, per raggiungere il centro del capoluogo regionale e unirsi ai 2mila postali del corteo unitario, poi si sono aggregati ai gruppi delle rispettive sigle, che portavano in corteo striscioni rivolti al numero uno di Poste, Francesco Caio (“Ma che Caio fate?”), e al premier Matteo Renzi (“Renzi: Poste Italiane non si rottamano”). Lo sciopero dell’intera giornata è stato proclamato per protestare contro la privatizzazione dell’azienda, la consegna della corrispondenza a giorni alterni e il timore di centinaia di esuberi, che derivano proprio da questo nuovo modello organizzativo: in provincia di Ferrara è stata tra l’altro segnalata la criticità di Ferrara Sud (da via Bologna alle frazioni a ovest) che, secondo i sindacati, non sarebbe in grado di rispettare il ritmo delle consegne “garantite” a causa del depotenziamento del servizio Plus.
In provincia di Ferrara, tuttavia, l’adesione allo sciopero è stata inferiore alla media regionale, che si è attestata all’85% secondo le fonti sindacali. «Gli uffici ferraresi sono stati quasi tutti chiusi, l’adesione è stata attorno al 70%» ha dichiarato Giuseppe Tagliavia, della Cisl Poste. Ed è arrivata l’adesione di Giovanni Paglia e Igor Taruffi, di Sinistra italiana.
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