«Moratelli aveva un cuore grande»
Portomaggiore, la morte del pensionato ha destato sgomento tra gli amici che vogliono ricordarlo col sorriso
PORTOMAGGIORE. «Eravamo amiconi, come no! Ci conoscevamo da circa otto anni, da quando ho iniziato a prestare servizio come volontario presso l’associazione Pubblica Assistenza di Portomaggiore. Quando sono arrivato lui c’era già: aveva un cuore grande. Ieri (lunedì per chi legge, ndr), quando l’ho saputo, ci sono rimasto malissimo. Poveretto, nella tragedia, mi auguro che se ne sia andato prima che l’auto prendesse fuoco. Non si meritava una fine così orribile». Rodolfo Lazzari, in divisa da soccorso, ricorda così Mario Moratelli. Con un accenno di sorriso sulle labbra; come se stesse ricordando tra sé e sé chissà quale episodio.
Il 73enne residente a Portomaggiore morto lunedì pomeriggio in un incidente d’auto a San Vito di Ostellato, era conosciuto tra i cittadini, sia per la sua attività di volontario, sia perché in passato era proprietario di una delle macellerie di Portomaggiore.
«Arrivò a Porto verso la fine degli anni Sessanta, prima abitava a Porotto. Ricordo che - racconta Gianfranco Fiorini, dell’associazione - quando arrivò da queste parti aveva in testa un bel ciuffo e, anche se non cantava, fu soprannominato Celentano». Anche ala Conchiglia, il bar che era solito frequentare, la notizia ha destato un certo scalpore.
«Era un po’ di tempo che non lo vedevamo più. Prima era sempre impegnato con il volontariato poi ha avuto qualche problema di salute. Mi ha fatto impressione - dice un signore seduto al tavolino del bar - perché lo avevo visto proprio quella stessa mattina. C’eravamo incrociati così, di sfuggita, è strano pensare che poi sia andata a finire così». Mario Moratelli, padre di due figli, Michele e Nicola, rispettivamente classe 1970 e 1972, era anche appassionato di caccia; passione che non coltivava più però da diversi anni. «Moratelli - afferma Maurizio Matteoli, vicepresidente di Pubblica Assistenza- è stato un volontario vero. Con noi ha operato dal 2001 al 2011 e faceva un po’ di tutto; era autista ma anche soccorritore. Aveva fatto tanti corsi di specializzazione e aggiornamento. Credeva in ciò che faceva. Aveva un forte spirito di adattamento poi per ragioni personali ha smesso. Un anno e mezzo dopo ha ricominciato, poi è andato a Voghiera Soccorso ma nell’ultimo periodo le cose andavano un po’ a intermittenza, non riusciva a dare una continuità alle operazioni». Non resta che lo sgomento per quanto accaduto. Lunedì l’auto è uscita di strada, è andata a sbattere contro un ponticello laterale, prendendo poi fuoco e incendiandosi completamente.
Di Mario Moratelli a Portomaggiore resterà il ricordo; il ricordo di quel “Celentano” dal cuore grande e dedito al volontariato».
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