Carife, il Pd chiede lumi Fi e Lega: siete fuori tempo
I parlamentari ferraresi al governo: perché il Fitd ha potuto salvare CariCesena? Anselmi: pochi mesi eravate tutti con Renzi. Fabbri: basta con questo teatrino
Dal 22 novembre 2015, il giorno del decreto Salvabanche, la posizione dei parlamentari ferraresi del Pd è diventata scomodissima sul fronte Carife. Teresa Bertuzzi al Senato, Alessandro Bratti e Paola Boldrini alla Camera, avevano lavorato per un esito diverso da quello decretato dal governo che con il Salvabanche ha estromesso il Fondo interbancario dal salvataggio di Carife che fino al giorno prima era dietro l’angolo. Da quel 22 novembre si è solo cercato di ridurre il danno, caldeggiando soluzioni per i rimborsi, i ricorsi, gli arbitrati il meno penalizzanti possibile per i risparmiatori. Una posizione scomoda, quella dei tre parlamentari, non solo perchè è complicatissimo sull’affaire Carife stare col governo e contemporaneamente con i risparmiatori. Ma anche perché localmente la posizione battagliera del sindaco Tagliani non coincideva con quella del partito. Ora la linea Tagliani sembra prevalere, in ogni caso è ad essa che risponde l’interrogazione che la senatrice Bertuzzi ha depositato lunedì, e che i deputati Boldrini e Bratti inoltreranno oggi in commissione Finanze. Si tratta di testi-fotocopia in cui si chiede al governo come mai quel che è stato negato a Carife meno di un anno fa (prima del bail-in, in vigore da gennaio 2016), adesso viene concesso a CariCesena, che potrà beneficiare dell’ingresso del Fitd nel capitale sociale. Per ragioni tecnico-politiche, l’interrogazione preparata da tempo, è stata presentata solo dopo l’approvazione definitiva del decreto Banche (indennizzi per gli obbligazionisti), che è avvenuta ieri con il voto di fiducia della Camera.
In attesa della risposta del ministero dell’Economia, i tre parlamentari e il Pd debbono sorbirsi gli attacchi di Forza Italia e Lega. Vittorio Anselmi (Fi) prende di mira la Bertuzzi: «Oggi scrive che “il salvataggio era possibile”, Ma che faccia di bronzo colossale. Quando lo dicevamo noi e i risparmiatori in piazza nel Pd erano tutti schierati , tranne a dire il vero il sindaco Tagliani, a difendere il governo Renzi, che allora era fortissimo». Di analogo tenore è l’offensiva del leghista Alan Fabbri, che così bolla l’interrogazione: «È il solito teatrino: il Pd crea il problema e poi i suoi esponenti territoriali fingono di darsi da fare per risolverlo.
Altro salvataggio. Intanto ieri si è appreso che il Fondo Atlante avrà circa il 97,7% di Veneto Banca, istituto nel quale di trovano i risparmi di non pochi ferraresi. È quanto si può ricostruire da un comunicato della banca sulla base dei risultati del periodo di revoca concessa nell'ambito dell'aumento di capitale da 1 miliardo. In altre parole questo significa che circa la metà dei soci che aveva seguito l'operazione (il 2,2% del book era stato coperto) ha dato disdetta alla luce della mancata quotazione. Oggi è atteso il regolamento dell'operazione, ovvero Atlante verserà il miliardo di euro e otterrà le azioni. (m.p.)
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