L’esempio della “camminata luminosa”
«Una camminata ludico-motoria, senza fini politici, per portare aria nuova nel quartiere e far scendere le persone in strada. Una iniziativa sociale per animare il quartiere», così Enrico Donà, dell'a...
«Una camminata ludico-motoria, senza fini politici, per portare aria nuova nel quartiere e far scendere le persone in strada. Una iniziativa sociale per animare il quartiere», così Enrico Donà, dell'associazione sportiva I Play, spiega in cosa è consistita l'iniziativa dell'altra sera, “Camminata luminosa”, un percorso di 5 chilometri a piedi per le vie del quartiere Giardino, con partenza e arrivo in piazzale Giordano Bruno. L'iniziativa è realizzata, oltre che da I Play, dall'associazione sportiva polizia municipale. Alessandro Catozzi, della polizia municipale, spiega che «siamo circa 60-70 persone che fanno questa passeggiata, per il desiderio di fare qualcosa per i residenti e per riqualificare la zona. Lo scopo è far sì che le persone tornino a frequentare il parco. Però, continua Catozzi -il 90% delle persone non sono di questo quartiere, ma di altri che vogliono dimostrar la loro solidarietà ai residenti». L'iniziativa rientra nella manifestazione Giardino d'Estate, e dal 25 al 3 luglio Gad Up ha organizzato momenti sportivi con istruttori qualificati e ludici, tutti gratuiti. Intanto i problemi non mancano.
Una residente, chef che abita nella zona acquedotto che vuole mantenere l'anonimato perché fotografa gli spacciatori e espone denunce ai carabinieri, fa notare che «tutto il giorno, a qualsiasi ora, i ragazzi spacciano. Ho fatto delle foto, e sono stata ricevuta dai carabinieri, che hanno cominciato a venire con i cani nella zona acquedotto. Questi ragazzi nascondono la droga sotto le siepi o le foglie. Sono spesso insultata, ma ringrazio le forze dell'ordine perché arrivano subito appena li chiami». Un impegno costante quello delle forze dell’ordine che ogni giorno devono fronteggiare questa emergenza con numerose richieste di intervento da parte dei cittadini.
Anche la segretaria dell'associazione Comitato Zona Stadio, ribadisce il proprio disagio e «il timore che possa succedere qualcosa ai miei figli».
Veronica Capucci
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