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il primo cittadino sconvolto

«Non voleva alcun aiuto e alla fine è crollato»

«Non voleva alcun aiuto e alla fine è crollato»

È stato uno dei primi ad arrivare davanti alla casa di via Lama circondata dai sigilli dei carabinieri. Daniele Chiarioni, da molti anni sindaco di Occhiobello e già assessore provinciale a Rovigo,...

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È stato uno dei primi ad arrivare davanti alla casa di via Lama circondata dai sigilli dei carabinieri. Daniele Chiarioni, da molti anni sindaco di Occhiobello e già assessore provinciale a Rovigo, assiste addolorato al trambusto degli inquirenti nella casa in cui vivevano il fratello e la madre: «Purtroppo Paolo aveva scelto di gestire questa situazione così gravosa da solo, senza chiedere nè volere l’aiuto di nessuno, senza assumere una badante che potesse facilitare la sua quotidianità, e ha finito per essere travolto da un peso troppo grande da sopportare. Ma non avrei mai immaginato che potesse arrivare a compiere una cosa del genere. Sono sconvolto». Le condizioni psicologiche di Paolo avevano conosciuto un peggioramento di recente, e soprattutto nell’ultima settimana era sembrato sull’orlo di un tracollo. «Sergia, la sua compagna, mi aveva detto che era molto depresso e che stava male», continua il sindaco. Una condizione di fragilità che ha permesso a piccoli fatti domestici, accumulati negli anni, di assumere un significato sproporzionato. Come quell’ultimo dialogo tra madre e figlio intercettato martedì sera dai vicini di casa, e nel quale l’anziana protestava di voler rendersi utile, di non riuscire a stare ferma, e il figlio rispondeva “Così mi fai impazzire”. Uno stato di sofferenza di cui Sergia, la compagna di Paolo, era ben consapevole, al punto di allarmarsi per il semplice ritardo di una telefonata. Ieri mattina aspettava di sentire Paolo a mezzogiorno, e subito dopo pranzo, preoccupata dal suo silenzio e dal non riuscire a mettersi in contatto con lui, si è precipitata in via Luciano Lama, forse con un brutto presagio. Li ha trovati ciascuno nella propria stanza, ormai senza vita, morti entrambi: lui soffocato da un sacchetto di plastica attorno alla testa, lei da un cuscino. Il primo a raccogliere la sua disperazione è stato un vicino di casa, che l’ha vista precipitarsi fuori dalla villetta gridando e piangendo. Ha cercato di consolarla abbracciandola, chiedendole cosa fosse successo. E le uniche parole che la donna riusciva a ripetere sono state: «Paolo, Paolo, sono là dentro, sono morti tutti e due».

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