Operatori balneari uniti contro la Bolkestein
L’obiettivo è non perdere il lavoro e difendere gli investimenti compiuti Carli: il settore balneare è il fiore all’occhiello dell’economia italiana
LIDO DEGLI ESTENSI. Operatori balneari uniti per non perdere il lavoro e difendere gli investimenti compiuti nel tempo, per riqualificare e potenziare le imprese del settore. Sembra finalmente giunta un’intesa tra le associazioni che rappresentano in Italia 30mila imprese balneari, allo scopo di redigere una proposta di legge, in grado di contrastare le gravi incertezze, dopo che il Senato ha respinto la proroga trentennale per le concessioni demaniali. La data più attesa resta quella del 14 luglio, quanto la Corte di giustizia europea emanerà una sentenza sulla proroga al 2020 richiesta dal nostro Paese per gli attuali titolari di concessioni demaniali. «L’obiettivo iniziale, la proroga di 30 anni è difficilmente percorribile – spiega Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano -, dato che il Senato ha respinto la mozione. Qualora la corte europea non riconoscesse la proroga al 2020 bisognerà adeguare la normativa nazionale alla sentenza, altrimenti per l'Italia si aprirebbe la procedura sanzionatoria. Ora le Regioni, in modo trasversale e lontano dagli schieramenti politici stanno lavorando unite per trovare una soluzione alternativa e superare questo empasse». A tenere le fila della vertenza sono l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini ed il collega ligure Marco Scajola, che stanno portando avanti la proposta cosiddetta del “doppio binario”, per far sì che al momento della messa all’asta delle concessioni, prevista dalla direttiva comunitaria Bolkestein, «i vecchi titolari vadano a bando ad evidenza pubblica con punteggio elevato – spiega Callegarini -, in modo che nessuno possa passare avanti». Alla luce dell’intesa unitaria tra regioni ed associazioni di categoria, si conta di arrivare a settembre con il testo di legge da sottoporre al Parlamento. Giuseppe Carli, presidente provinciale e vice presidente regionale del Sib, lo ritiene «un compromesso regionale, per ottenere una risposta univoca alle nostre richieste. Io non credo che il 14 luglio la sentenza sarà a nostro sfavore – aggiunge Carli -, e se ciò avvenisse avremo diritto di fare ricorso, basandoci sul fatto che i bagni sono titolari di beni e non di servizi». Carli ribadisce che l'ostacolo Bolkestein è un problema italiano. «Noi abbiamo avuto ruspe fino a due settimane fa per ripristinare di tasca nostra la spiaggia dopo l'ultima mareggiata – aggiunge Carli – per rendere ospitale il litorale ai turisti. Non siamo dei privilegiati. La sinistra vuole privatizzare il pubblico- conclude -, mentre il settore balneare è il fiore all’occhiello dell'economia italiana».
Katia Romagnoli
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