«Archeologia motore del territorio»
Comacchio, un pomeriggio dedicato agli scavi sull’abitato di Spina
COMACCHIO. «Anche per i prossimi anni l’archeologia sarà il motore trainante per il nostro territorio – ha dichiarato il sindaco Marco Fabbri ieri pomeriggio aprendo a Palazzo Bellini il pomeriggio dedicato agli scavi sull’abitato di Spina -. Comacchio più che mai su questo tema tiene viva la sfida, in prospettiva dell’apertura del museo Delta Antico per la prossima primavera». Auspicando che la città lagunare divenga un laboratorio, un museo a cielo aperto, Fabbri ringraziando la Soprintendenza Archeologia Emilia Romagna e gli studiosi degli atenei di Ferrara e Zurigo che hanno poi esposto i risultati dei primi studi compiuti sull’abitato di Spina, ha aggiunto che «c’è la volontà di mettere risorse su questi temi». Caterina Cornelio, funzionaria della Soprintendenza, dopo aver portato il saluto del soprintendente Luigi Malnati, che proprio ieri ha assunto la direzione dell’archeologia e delle belle arti e paesaggio per Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, ha sottolineato che «da diversi anni dovevamo questa giornata a Comacchio. Vogliamo esporre i risultati degli scavi effettuati dal 2007 ad oggi. Gli studiosi continuano – ha aggiunto Cornelio -, a lavorare per Spina, per noi, per Comacchio, in stretta sinergia tra gli atenei di Ferrara e Zurigo per scandagliare Spina, grande centro di raccolta e di smistamento delle merci nell’antichità». Parlando di “ristudio della necropoli di Valle Trebba”, compiuto da Giuseppe Sassatelli dell’Università di Bologna, grazie alle nuove tecniche di indagine, Cornelio ha auspicato la ripresa delle indagini anche per le 3mila tombe, altro bacino importante oltre all’abitato, intorno al quale indagheranno le università di Pavia, Milano, Zurigo e Ferrara. L’archeologa Alessandra Mistireki dell’Università di Zurigo, si è soffermata sull’esame degli scavi effettuati a più riprese dal 1965 al 1980, focalizzando l’attenzione sui reperti ceramici e sull’analisi delle argille. “La casa di Spina fornisce riscontri di produzione tessile metallurgica – ha sottolineato l’archeologa -, esaminando la quale in tutte le sue componenti, riusciremo a definire aspetti sociali ed economici del territorio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
