«Ci serve subito ossigeno»
Pescatori sul piede di guerra: qui sta morendo tutto il nostro lavoro di anni
GORO. Mentre tutti attendono con ansia un’estate che non vuole decollare, a Goro sperano che il cielo resti grigio e le temperature non si alzino. «Altrimenti chiudiamo bottega e andiamo tutti a casa». La Sacca, anche quest’anno, non riesce a respirare e gli allevamenti di vongole sono in serio pericolo. «Le alghe sono già presenti da un pezzo - spiega Fausto Gianella, presidente della coopertiva La Vela - ormai facciamo fatica anche ad arrivare al prodotto. Passiamo le nostre giornate a cercare di pulire le concessioni ma siamo tanti don Chisciotte che lottano contro i mulini a vento. E il bello è che non ci ascolta nessuno, tanto ormai la campagna elettorale è finita». Per capire cosa sia la Sacca di Goro e perché 34 cooperative potrebbero da un giorno all’altro chiudere i battenti, si può immaginare una sorta di lago che prende acqua dal mare e da alcuni canali. «Goro vive di pesca da sempre e i nostri nonni di problemi non ne hanno mai avuti - va avanti Gianella - Poi nel tempo è arrivato qualche scienziato che ha voluto spiegare a noi poveri ignoranti come si sta al mondo. E i danni ormai non si contano più. Se solo imparassero a scendere dalla cattedra e a capire che oltre alle teorie dei libri c’è l’esperienza centennale, forse potremmo ricominciare a fare i pescatori piuttosto che i coltivatori diretti di alghe».
La rabbia è alle stelle, il sorriso amaro e la pazienza giunta ormai al capolinea. «Non stiamo mica zitti e fermi questa volta, stiamo già pensando a qualcosa di forte e quando ci muoviamo in blocco qui a Goro non è poi così semplice fermarci». Ma qual è il punto? «Se la situazione non fosse così tragica ci scherzerei quasi su - continua il presidente - Basta far arrivare l’acqua in Sacca e considerato che siamo in mezzo al mare e circondati da fiumi non mi sembra un’impresa così difficile. Eppure non ci riescono». A causa delle correnti, lo Scanno si è ormai chiuso e il ricambio d’acqua è quindi minimo. «Il 16 maggio scorso durante il convegno promosso a Goro dal sindaco Diego Viviani alla presenza del presidente della Provincia Tiziano Tagliani, dell’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo e del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, era stato annunciato che «i lavori del taglio dello Scanno incominceranno entro l’estate, su proposta dell’amministrazione comunale di Goro e della marineria gorese forte di una petizione di 1.400 firme - ricorda Gianella - E quindi? Quali sono i risultati? Perché qui sta morendo tutto il prodotto?». Non solo, «Ci siamo autotassati, con grossi sacrifici per le nostre famiglie. I macchinari sono già in Sacca, pronti a partire. Ma abbiamo le mani bloccate da una burocrazia assurda, che non tiene conto del fatto che le vongole devono crescere adesso e non possono aspettare le loro lune. Lo scorso anno solo la cooperativa che rappresento ha perso 50milioni di euro in pochi giorni. Qui abbiamo 54 concessioni, tutta Goro lavora in Sacca...Non siamo più disposti ad aspettare, dateci ossigeno altrimenti provvediamo da soli...».
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