Di caldo si muore Scatta l’allarme per i lavoratori
Presentate le misure di prevenzione e vigilanza sanitaria Coinvolti Asl, Inail, Dtl, sindacati e datori di lavoro
Di caldo purtroppo si muore. Specie se una persona deve lavorare in condizioni climatiche particolarmente ostili con una temperatura che mette fortemente a rischio la salute. I tragici episodi di venerdì pomeriggio, con tre gravi malori di cui uno con esito mortale, dovuti al caldo insopportabile, hanno fatto correre ai ripari tutti i soggetti della filiera lavorativa e in particolare l’azienda Usl di Ferrara, impegnata insieme a enti e associazioni a prevenire e sorvegliare sulle condizioni ambientali nei luoghi di lavoro. C’è un’unità di intenti per questa emergenza che coinvolge non solo le autorità sanitarie preposte ma anche l’Inail, la direzione territoriale del lavoro, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali di categoria.
Dati alla mano nel quinquennio 2011-2015 in Italia ci sono stati 239 infortuni di lavoratori a causa del caldo. Il dato ferrarese è significativo, nel 2013 c’è stato un morto, il meteo quasi primaverile dell’estate 2014 non ha fatto vittime, mentre il grande caldo dello scorso anno ha causato la morte di tre lavoratori: uno in agricoltura, il secondo mentre stava scaricando del materiale in un piazzale assolato ed un terzo mentre effettuava lo sfalcio dell’erba. E quest’anno, con il primo vero caldo stagionale, dopo due decadi di giugno che sembravano climaticamente di aprile, si è purtroppo già registrato il primo decesso.
Il guaio, come spiegano gli esperti della medicina del lavoro, è che nel 59% dei casi di decesso non c’era consapevolezza dei rischio cui il lavoratore va incontro. Proprio per questo è necessario intensificare l’opera di prevenzione e sorveglianza sanitaria in tutti i campi lavorativi specie quelli più esposti all’irradiazione solare come i lavoratori agricoli, quelli della manutenzione stradale e quelli dell’edilizia.
Per far questo verrà in questi giorni distribuire un opuscolo nel quale si evidenziano le buone norme comportamentali per affrontare l’emergenza caldo negli ambienti di lavoro.
In pratica, da un lato il lavoratore deve iniziare l’attività in maniera graduale, bere regolarmente, evitare pasti abbondanti e utilizzare un vestiario idoneo. Dal canto suo il datore di lavoro, in base anche al decreto legislativo 81/08, deve valutare tutti i rischi per la sicurezza e la salute del lavoratore, organizzando il lavoro, alternando pause e riposo possibilmente in luoghi freschi, garantendo la sorveglianza sanitaria per valutare lo stato di salute dei lavoratori a rischio.
La presentazione di questa iniziativa si è svolta ieri mattina in una sala Budini nei locali dell’Asl di via Fausto Beretta, stipata con una trentina di persone. Per un attimo, in effetti, si è avuta la realistica percezione delle difficoltà di lavorare con il caldo, si sudava a stare fermi, poi per fortuna ci si è accorti che il termometro stava salendo e si è corso ai ripari. Da qui è aumentata la consapevolezza del grande stress cui è sottoposto l’organismo del lavoratore costretto ad operare sotto il sole, nelle ore più calde della giornata, nei periodi estivi. E proprio per tutelare la salute è bene mettere in pratica quelle fondamentali regole per scongiurare le tragedie delle morti sul lavoro per troppo caldo.
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