«Noi appestati adesso alziamo la testa»
L'ex presidente di Coopcostruttori Donigaglia dopo la Cassazione: «Riscritta dai giudici la storia del fallimento dell’azienda. E per la Spal abbiamo sbagliato»
FERRARA. «Non parlo per me, ma per tutte quelli che hanno lavorato in coop, tanta gente, non solo i dirigenti imputati: tutti siamo stati visti come degli appestati in questi anni, ma adesso, dopo la sentenza della Cassazione, possiamo davvero rialzare la testa». Vorrebbe travolgerti di parole, ma si fa cauto, guardingo, diplomatico. E parlando di Giovanni Donigaglia, ex presidente Coopcostruttori, questa è già una sorpresa. Che va sommata a quella della sentenza di Cassazione, che ha ribaltato tutto ciò che si era detto per 13 anni sul crac della Costruttori, dando ragione a lui: «L’altra sera, appena dopo la sentenza, qualcuno mi ha detto che con questa decisione della Cassazione è stata riscritta la storia della Costruttori, perchè i giudici hanno imposto dei paletti ben precisi».
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La Cassazione ha accolto in pieno i motivi del ricorso di Donigaglia e il suo vice Renzo Ricci Maccarini contro le condanne (annullati i 6 anni per il primo, 4 per il secondo) per le bancarotte, i falsi in bilancio, falsi in comunicazioni sociali e nelle fatture. Tutto da cancellare. Tutto da rifare, cercando una verità che non c’è ancora dopo 13 anni. «Niente affatto - replica Donigaglia - non mi sembra sia giusto affermare che non c’è una ancora verità, anzi. La Cassazione ha accolto in pieno i nostri ricorsi, eccetto il caso Spal, sul quale- dobbiamo dirlo - abbiamo sbagliato, ho sbagliato ed accetto la sentenza». Sentenza di Casaszione che smentisce le accuse di falso in bilancio, emissioni illecite di Apc, il credito con fatture anticipate: «I giudici hanno dato ragione a noi, questo è importantissimo, non si può mettere la sordina a tutto questo, deve venir fuori in modo lampante: in una città di grande storia e cultura come Ferrara, sapere che una grande azienda e un gruppo dirigente si fossero macchiati di tale crimine (un crac nascosto, falsificato, ndr) danneggiava un pò tutti in questa provincia. Invece dalla Cassazione è arrivato un inno alla nostra innocenza».
Donigaglia, scusi, ma restano i soci, senza soldi e fiducia, mal riposti verso di voi. «Alla gente ho sempre chiesto scusa, lo chiederò sempre non perchè mi senta colpevole, ma per come sono andate le cose: non dovevano andar a finir così». Parliamo dei rimborsi negati? «Bisogna dar atto che c’è stata una grande organizzazione, che si chiama Lega Coop, che ha restituito ai soci il 50%, un grande sforzo in un momento di crisi generale. Con alcuni dei dirigenti Lega ho avuto problemi, lo dico con amarezza, scontri personali. Poi penso a mia madre, al dono che mi ha fatto, mi diceva do non aver mai rancori con nessuno».
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