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«Ricordatevi di me per l’allegria»

«Ricordatevi di me per l’allegria»

In tanti ieri ai funerali per dare l’estremo saluto a Mauro Turola

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GORO. Ad una lettera, che ha sortito la dolorosa e commossa sensazione fossero le sue parole, i suoi pensieri, i suoi ricordi e a poche, ma sincere parole, è legato il ricordo ed il senso più profondo dell’ultimo saluto che tutta le cittadinanza di Goro e non solo, ha voluto dare ad uno dei suoi compaesani, Mauro Turola, 42 anni, tragicamente scomparso all’alba di lunedì 27 giugno scorso. Il feretro di legno chiaro, sul quale è stato adagiato un cuscino di rose bianche ed un altro più piccolo a forma di cuore, con rose rosse, è giunto a Goro, ieri, nella tarda mattinata, dove, già dalle 11, nell’aula consiliare del Municipio è stata allestita la camera ardente. A vegliare, insieme a tanti che hanno voluto portare la propria testimonianza di affetto a Mauro e vicinanza ai familiari, i genitori, la sorella, la fidanzata e la di lei famiglia. Verso le 16 il feretro è stato portato a spalla dagli amici di Mauro, che si sono turnati, lungo il tragitto, fino alla chiesa parrocchiale. L’arrivo in chiesa di Mauro, dove il parroco, don Francesco Garbellini, ha officiato il rito funebre, è stato accompagnato dalla canzone di Marco Mengoni “Ad occhi chiusi” e da un applauso. Centinaia di persone hanno riempito la chiesa ed il sagrato. Prima del termine della messa un amico ha voluto leggere una lettera, quasi un testamento spirituale, un saluto lasciato dallo stesso Mauro. Lettera nella quale, in prima persona, Mauro dice che sapeva che sarebbero stati in tanti, ma non così tanti. Parole con le quali è stato ricordato il suo attaccamento per la squadra di calcio del Goro e quella che allenava della Rivarese, nella vicina Rivà (Ro). Come non ricordare i sabati sera passati in Romagna, le confidenze, le risate, le chiacchiere e gli amici del Barin. E mentre le lacrime scorrevano sui volti di quelli che hanno salutato per l’ultima volta Mauro Turola, guardando il feretro sul quale erano state adagiate le maglie della Gorese, della Rivarese ed una della Juventus, con stampato il numero 74, il suo anno di nascita, le parole della lettera, prima di salutare hanno fatto una richiesta: «Ricordate di me l’allegria», per poi quasi scusarsi di quel che si trovava lì in quel momento stava vivendo a causa sua. Le ultime parole di ricordo e ringraziamento in chiesa sono toccate al padre di Mauro, che ha voluto, nonostante il dolore straziante, ringraziare quanti sono stati vicini alla famiglia sua e della fidanzata di Mauro.

Maria Rosa Bellini

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