«Subito i lavori in Sacca a Goro»
Dopo la protesta dei pescatori la risposta dell’assessore regionale: Scanno aperto entro 15 giorni
GORO. I pescatori che lavorano nelle 57 concessioni della Sacca di Goro hanno vinto una prima battaglia. Dopo l’allarme lanciato sulle pagine della Nuova Ferrara, arriva immediatamente la risposta dalla Regione Emilia Romagn: «L’avvio dei lavori per la riapertura del taglio sullo Scanno della Sacca di Goro è stimato tra 15 giorni». La conferma arriva da Paola Gazzolo, assessore regionale all’ambiente e dal sindaco Diego Viviani: «dopo l’incontro di metà maggio, a cui ha partecipato anche il presidente Stefano Bonaccini, durante il quale si è condiviso l’intervento da realizzare d’intesa con il Comune e i pescatori, la Regione non ha perso un giorno e da subito si è messa al lavoro per dare il via al cantiere».
Attraverso le risorse per le opere di somma urgenza, è stata assegnato al Comune il finanziamento di 350mila euro per realizzare i lavori. «Al fine di rendere più celere la progettazione, i tecnici dell’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e la protezione civile se ne sono fatti carico direttamente, concludendola in tempi rapidi e trasmettendola al Parco del Delta del Po e al Corpo forestale dello Stato per i relativi pareri, dopo averla peraltro già condivisa», afferma l’assessore Gazzolo. Una volta acquisiti i nullaosta, il Comune potrà appaltare i lavori.
L’intervento prevede la riapertura di uno scavo già presente in passato con la rimozione di un quantitativo di sabbia dai 60 ai 70 mila metri cubi. Il canale avrà una profondità di 2 metri al di sotto del livello del mare e una larghezza di 50 metri. Sarà collegato con i canali in parte già realizzati e di futura realizzazione da parte della Cosago (Consorzio Sacca di Goro) nell’ambito del progetto Life in corso per la rinaturalizzazione della Sacca.
«L’attenzione della Regione verso le istanze di questo territorio è costante- conclude Gazzolo – il cantiere di prossimo avvio ne è una dimostrazione evidente».
Nei giorni scorsi i pescatori hanno minacciato scioperi e manifestazioni importanti perché la pura è quella di vedere morire tutto il novellame a causa della mancanza di ossigeno in Sacca.
La chiusura dello Scanno, infatti, impedisce il giusto ricambio d’acqua e alghe e parassiti hanno già invaso tutta la zona delle concessioni. I soci delle cooperative passano quindi intere giornate a ripulire la Sacca. «Speriamo solo non arrivi il caldo torrido dello scorso anno - dicono - altrimenti chiudiamo bottega e andiamo a casa perché qui muore tutto, tutto».
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