Cerca di afferrare la scala e cade dal tetto di casa
Argentano di 43 anni tentava di sistemare una guaina sulle tegole danneggiate I vicini: «Abbiamo sentito un lamento, ci siamo affacciati ed era per terra»
LIDO SCACCHI. Ha riportato un trauma cranico e diverse ferite agli arti un 43enne di Argenta, Paolo Pino Cocuzza, che ieri, intorno alle 13.30 è caduto dal tetto dell’abitazione di proprietà, sita in viale degli Scacchi 35 al Lido degli Scacchi.
«Stavamo pranzando, quando abbiamo udito un tonfo – racconta Marco Musiani, uno dei vicini – e poi abbiamo sentito un lamento. Ci siamo sporti dalla recinzione per vedere cosa fosse successo ed abbiamo visto il vicino a terra, circondato dal sangue. Subito abbiamo attivato i soccorsi, chiamando il 118». Alle 13.40 da Ravenna è decollato l’elisoccorso, ma in pochi minuti sul posto sono giunte anche l’ambulanza ed una pattuglia di carabinieri della stazione di Porto Garibaldi.
Secondo la testimonianza di Sara Giroldi, un’altra vicina che stava pranzando con la famiglia in giardino, in via Bondone, «abbiamo visto l’uomo che con una scala fissata al sottotetto, cercava di raggiungere il tetto, forse per sistemare una copertura in ferro, che si vede anche dal nostro cortile». Dal racconto dei vicini sembra che l’argentano abbia notato che la scala stava scivolando dal sotto-tetto verso il piano terra e che sarebbe precipitato nel tentativo di afferrarla.
«È caduto insieme alla scala nel cortile di proprietà – dichiara Sara Giroldi -; ci siamo anche chiesti prima della caduta come mai avesse scelto un orario così improponibile, con 40 gradi per salire sul tetto a fare dei lavori».
Le condizioni dell’uomo sono subito apparse critiche ai soccorritori, che in pochi minuti, dopo averlo avvolto con la coperta isotermica d’emergenza lo hanno trasportato in eliambulanza all’ospedale di Cona con il codice di massima gravità. Sul posto anche il fratello Cataldo che, dopo aver elencato le ferite riportate dal proprio congiunto, ha mostrato la scala ed il luogo preciso della caduta.
«Le tegole del tetto sono marce – spiega Cataldo Cocuzza – e Paolo doveva fissare la bituminosa come isolante. Si vede il punto del pluviale ammaccato – aggiunge l’uomo -, dove ha cercato di aggrapparsi per evitare la caduta. Io stavo portando via dei sacchi di aghi di pino e mi hanno chiamato i vicini».
Sembra che dopo esser precipitato dal tetto, Pino Paolo Cocuzza sia riuscito a rialzarsi e a tornare in casa, dove si è poi accasciato. Dopo pochi istanti lo ha ritrovato il fratello Cataldo, privo di conoscenza e con sangue che fuoriusciva dal naso. Alle 14.10 l’infortunato era già a Cona.
Katia Romagnoli
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