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commercio e sconti

«Meno soldi e lavoro. E io compro con i saldi»

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Tra le varie categorie di consumatori in crescita chi non può farne a meno. Ma non mancano le tipologie tradizionali: dagli abitudinari ai diffidenti

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FERRARA. Li riconosci con un colpo d’occhio, dal sacchetto che stringono tra le dita, vero e proprio trofeo della giornata. «Ho risparmiato il 30%», dicono i più. Ma c’è anche chi il conto non lo ha fatto e chi sfoggia il sorriso del vincitore del premio: -75%. Possibile? Asia e Beatrice hanno 18 anni. «Il vestitino è qui dentro - risponde la prima sollevando una borsina con i manici - l’ho pagato 5 euro». Prezzo da mercatino rionale. Eppure le due amiche non camminano tra le bancarelle, stanno attraversando la galleria commerciale del centro “Il Castello”. Quasi ogni vetrina espone il cartello “saldi” o “sale”, qualcuno indica anche la percentuale dello sconto.

Il primo giorno dei ribassi è quello della caccia all’occasione “irripetibile”. Ma schiacciare l’immagine del consumatore su quella di chi entra nei negozi solo dopo aver puntato l’offerta più interessante non è corretto nè realistico.

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Il mercato si è spezzettato in una miriade di canali tagliati su misura per i consumatori: dal mercatino al negozio specializzato, dall’ipermercato al magazzino, all’outlet, a internet. E tra gli stessi clienti degli operatori commerciali l’atteggiamento sui saldi varia fino a poter essere descritto con categorie sociologiche: gli abitudinari che ai saldi corrono dietro in ogni stagione, gli occasionali che non disdegnano lo sconto ma partecipano alla gara per accaparrarsi l’articolo più conveniente, gli indifferenti che non “si piegano” al richiamo della stagione dei ribassi, i diffidenti che non si fidano e anzi girano alla larga da qualsiasi insegna che pubblicizza sconti e promozioni, i distratti che scoprono le offerte il primo giorno dei saldi leggendo il post su internet o l’articolo di giornale.

Nel popolo delle compere sembra farsi largo una categoria più nutrita rispetto al passato: chi degli sconti non ne può fare a meno e associa le proprie difficoltà economiche al lavoro perduto o precario.

Cristina lavorava in un’azienda di Dosso. «Sono in cassa integrazione da un anno e mezzo - racconta - e mio marito si trova nella stessa condizione. In autunno scatterà il trattamento a zero ore, ora compro solo con i saldi, cos’altro posso fare?». Ieri ha fatto visita ad alcuni negozi del centro storico assieme a due amiche: scarpe e abbigliamento dopo «aver compiuto un giro di perlustrazione nei giorni scorsi e aver puntato gli articoli più interessanti».

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Giulia, ferrarese di 26 anni, mette subito le cose in chiaro: «Compro solo per necessità, sto cercando un paio di scarpe - racconta sotto i portici di piazza Trento Trieste - niente sfizi o acquisti per diletto. Facevo la commessa nella galleria di un centro commerciale, ora sono a casa e non mi posso permettere di comprare ai prezzi ordinari».

Antonietta Disarò è in giro con la famiglia e ammette: «Sono attenta ai saldi ma anche consapevole che certe volte ti sviano e torni a casa con acquisti che non avevi preventivato di fare». Elisabetta, di Pordenone, e Sara, di Rimini, non sono a Ferrara per lo shopping. Attendono una coppia di sposi sotto lo Scalone: «Comunque i saldi sono una manna per il cambio di stagione - concordano - puntiamo ai costumi e agli articoli per bambini». Giuliana, ieri mattina, ha detto al marito Marco, 70 anni: «Andiamo in centro, ché da oggi ci sono i saldi». Pantaloni e camicette nei sacchetti, la figlia diretta con intenzioni bellicose verso una nota profumeria del centro. Una coppia ha adocchiato un articolo ultrafine con sconto del 55%. Lei è molto tentata: «Sarebbe una bella idea per un regalo che voglio fare a Natale». Tra i clienti spuntano singoli e gruppi che arrivano da fuori provincia, in particolare dal Veneto.

Qualcuno da Padova: «Qui abbiamo trovato un negozio che vende ottima merce. Torniamo spesso e facciamo anche un giro per la città».

Paolo ha appena regalato un paio di scarpe alla compagna, Barbara.

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Lei le aveva puntate alcuni giorni fa. «Erano ancora lì - dice soddisfatta - 69 euro invece di 99. Un saldo reale, verificato». Lui indossa scarpe e pantaloncini acquistati su internet: «In rete compro di tutto e a prezzi più bassi, anche dei saldi». Francesca è appena uscita da un negozio di via Bersaglieri del Po con una maglietta scontata del 30%: «L’avevo vista, era lì che mi aspettava...».

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Cristiana, 38 anni, ha atteso il giorno dei saldi per tuffarsi sull’intimo mentre Manuela ha comprato un servizio di casalinghi: «Qui vengo a trovare mia figlia e a visitare la vostra bella città». Chiara è un’insegnante. Giudizio sferzante, il suo: «Col mio stipendio da 1400 euro al mese vivo grazie al quello che mi hanno lasciato i genitori: qualche proprietà, sepolta dalle tasse.... I saldi? In vetrina i negozi espongono cose che ricordano l’ex Jugoslavia». Enrico ed Elena sono usciti da uno dei negozi più “in” della città. Lui ha comprato una giacca. «Mi hanno fatto lo sconto perché sono un buon cliente - ammette - Ma non ci facciamo condizionare più di tanto dai saldi».

Ilaria ed Elena, al centro “Il Castello” si spartiscono cinque borse. In tre sono custoditi articoli acquistati con i saldi. «È andata bene», commentano. Poi si dirigono verso il reparto alimentare. Dhia e Mohamed, due clienti tunisini, mostrano orgogliosi l’esito della caccia grossa: quattro sacchetti pieni di magliette e pantaloni. «Aspettavamo i saldi - sorridono - eccoci qua». Anche Wilma aspettava sconti e ribassi. Qui, in galleria commerciale, ha spuntato un -30% «Ma non ho finito - assicura - lunedì ho programmato un altro giro. In centro storico». (gi.ca.)


 

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