Gli elettori e i lettori hanno sempre ragione
Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara
Brexit-Tresigallo. Il parallelismo ardito ha il copyright di Diego Marani, quasi un vaticinio da queste colonne alla vigilia delle amministrative, quando al referendum d’Oltremanica mancava oltre un mese. Prendo in prestito la trovata dello scrittore oggi che finalmente – sono passate quattro settimane – il segretario del Pd di Tresigallo ha ritrovato la parola per analizzare la sconfitta.
E s’è gettato in discesa in un ragionamento disarmante, ad onor del vero diverso dall’autocritica avanzata dal vertice provinciale: “Gli elettori non ci hanno capito”, ha detto. Neppure la prudenza di contenersi con un “non siamo riusciti a farci comprendere”, ma proprio un “non hanno capito” che sposta la colpa sugli elettori distratti o proprio ignoranti e ottusi. Nella brutalità della sintesi giornalistica è la stessa spiegazione accampata a Cento dal sindaco bocciato senza appello.
La sconfitta è orfana per definizione e la responsabilità sempre di qualcun altro, mal che vada dei concittadini che non hanno saputo riconoscere le magnifiche sorti e progressive e hanno voltato le spalle. Eccolo il nesso che riattiva il parallelismo con Brexit.
I britannici hanno votato con la pancia e non con la testa, si dice. E tra gli opinionisti nostrani c’è chi si è spinto a sostenere che le decisioni strategiche per il futuro di una nazione non possano essere prese con il suffragio universale, perché gli elettori non avrebbero né le informazioni necessarie, né le competenze per esprimersi.
In effetti in Italia non sono ammessi referendum sui trattati internazionali, così come non si può votare per abrogare le tasse.
Brexit è stata una scelta d’istinto, sanguigna, uno sfregio a quell’Europa che vista dalle periferie appare come un luogo lontano in cui pochi fortunati si divertono – e parecchio – alle spalle nostre. Una scelta miope di cui all’indomani qualcuno già si pentiva, dice il coro, quello stesso coro che sottolinea come il crollo del potere d’acquisto della sterlina penalizzi proprio le zone in cui la crisi aveva già colpito duro e le fasce della popolazione in cui il leave ha fatto più breccia.
Se gli inglesi avessero valutato meglio, se avessero saputo riconoscere le opportunità comunitarie, il referendum avrebbe potuto avere un altro esito, abbiamo sentito dire. Ma chi è che deve indicare gli obiettivi e tracciare la strada? Chi ha il dovere di essere chiaro e l’onere di farsi capire, se non la politica? Vale per la Gran Bretagna, vale per Tresigallo.
Gli elettori, come i lettori, hanno sempre ragione.
Buona domenica.
Luca Traini
l.traini@lanuovaferrara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
