«Caro dirigente, puoi farti più in là?»
Asl e S. Anna verso l’integrazione: chi ha raggiunto i requisiti per la pensione anticipata favorisca il ricambio generazionale
FERRARA. «Siate solidali». Tra i richiami a leggi e regolamenti, immerso nel linguaggio freddo e impersonale di un progetto aziendale, l’appello rivolto ai dirigenti di Asl e Sant’Anna non passa inosservato. «E’ fondamentale ricordare come la solidarietà» oltre a tutelare chi non ha pienamente maturato i propri diritti «consenta anche un necessario ricambio generazionale», scrivono le due aziende sanitarie a firma congiunta (Tiziano Carradori, direttore generale dell’azienda Sant’Anna, e Paola Bardasi, ex direttore generale dell’Asl di Ferrara, da oggi in carico all’azienda ospedaliera di Modena).
L’invito “diplomatico” a lasciare la propria posizione di lavoro è indirizzato ai dirigenti, in particolare direttori e primari di reparti e dipartimenti ospedalieri, che hanno raggiunto i requisiti per percepire la pensione anticipata senza penalizzazioni, uno degli effetti attesi del piano di integrazione delle due aziende sanitarie, giunto alla fase dell’accorpamento dei distretti ospedalieri. Di fatto molte funzioni sanitarie degli ospedali dell’Asl e dell’azienda ospedaliera, oggi gestite in autonomia dalle due direzioni, saranno coordinate da figure che avranno un potere decisionale sull’amministrazione di strutture complesse (reparti, dipartimenti, unità operative) di entrambe le aziende.
Il risultato è che in futuro serviranno meno dirigenti nella sanità locale: se questa fascia di personale non sarà ridimensionata, quindi, chi occupa oggi alcuni ruoli non più previsti rischia il demansionamento, con una decurtazione di indennità. Un esito che riguarderebbe diverse posizioni. La direttiva punta a snellire la fascia della dirigenza (compresi primari e direttori ospedalieri) con fuoriuscite “volontarie” per evitare «rischi potenziali correlati all’applicazione di norme sulla riduzione delle strutture dirigenziali».
Un passo consentito - sottolinea il documento - dall’adozione del regolamento sul recesso unilateriale che risale, in entrambe le aziende, al 23 dicembre scorso. Asl e Sant’Anna riorganizzeranno i ruoli in modo da definire il numero e la pertinenza delle aree comuni e la rete dei dirigenti necessari che saranno nominati con un’apposita selezione. Il piano di revisione dell’assetto dirigenziale di Asl e Sant’Anna sarà sottoposto all’attenzione dei sindacati e viaggerà di pari passo con la riorganizzazione dei dipartimenti ospedalieri, uno degli ultimi atti dell’ex direttore generale dell’Asl Paola Bardasi, presentato in azienda prima delle sue dimissioni e predisposto per l’approvazione prevista entro l’estate. L’Anaao ha già annunciato il ricorso contro l’intero piano di integrazione delle due aziende chiamando in causa Tar dell’Emilia Romagna e Capo dello Stato. «Anche noi stiamo seguendo con attenzione questo progetto avviato dall’Asl - come la responsabile della Cisl-Fp, Claudia Canella - Vogliamo ridurre al minimo i riflessi sul personale e speriamo che una quota importante delle risorse che saranno risparmiate possano essere messe a disposizione della contrattazione integrativa dell’area della dirigenza». (gi.ca.)
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