Esperienza polifonica unica
Il Westminster Cathedral Boys Choir pronto a incantare il Ravenna Festival
Dopo aver animato la liturgia domenicale a San Vitale Il Westminster Cathedral Boys Choir sarà protagonista di un secondo, attesissimo, concerto questa volta nella Basilica di Sant’Apollinare in Classe a Ravenna dove oggi alle 21, presenterà un programma di classici del repertorio corale capaci di trascinare l’ascoltatore in un’altra esperienza polifonica unica e in un viaggio attraverso i territori della spiritualità. Fondato nei primissimi anni del Novecento, il Westminster Cathedral Boys Choir è oggi l’unico coro cattolico del mondo a cantare ogni giorno le messe e i vespri. Fulcro centrale del suo repertorio sono il canto gregoriano e la polifonia rinascimentale, con opere di compositori come Palestrina, Victoria, Lassus, Byrd, Guerrero, Tallis e Croce. Oltre a far rivivere i grandi lavori del Rinascimento inglese ed europeo, il coro esegue opere scritte appositamente per il Westminster Cathedral Boys Choir da vari compositori contemporanei. Recentemente quattro nuove messe scritte da Roxanna Panufnik, James MacMillan, Sir Peter Maxwell Davies e Judith Bingham sono state cantate in prima assoluta nella cattedrale. Nel giugno del 2005 i coristi hanno eseguito la prima mondiale della Missa brevis per voci bianche maschili di Sir John Tavener. Dal 2000 il coro è diretto da Martin Baker sia nei programmi quotidiani che nel fitto calendario di concerti, tour e incisioni. All'organo è Peter Stevens, maestro di musica assistente del Westminster Choir dal 2011, che nel proprio ricco percorso annovera anche l’apprendistato di organista presso la Cappella di San Giorgio del Castello di Windsor, dove suona alla presenza dei membri della famiglia reale inglese in occasione di varie messe, compresa quella per l’ottantesimo compleanno della Regina Elisabetta. Il programma presentato al Festival prevede brani dal Seicento italiano e inglese al Novecento, alternati a canto gregoriano e a un paio di fantasie di William Byrd eseguite all'organo da Peter Stevens. Tre brevi mottetti di Mendelssohn tratti dall'oratorio Elijah e dal Lauda Sion, sono il preludio al ritorno nella tradizione musicale inglese con Henry Purcell.
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