Mezzano, telecamere contro gli incendi
Serviranno anche contro furti e abbandono rifiuti. Marchi: convenzione tra Unione Valli e Delizie e Comune di Comacchio
OSTELLATO. Per contrastare i furti di mezzi e carburanti, che colpiscono il settore agricolo, ma anche per monitorare il fenomeno degli incendi della torba - che tanto problemi hanno causato l’anno scorso - e l’abbandono di macerie e scarti edili nel Mezzano, è ormai prossima l’installazione di un sistema di video-sorveglianza.
Torna alla carica Andrea Marchi, sindaco di Ostellato, dopo la presa di posizione del gruppo “Fumo di torba”, intorno alla presunta elevata concentrazione di alluminio nel Mezzano, rinviando al mittente ogni accusa. «È stata siglata una convenzione tra i quattro Comuni di Ostellato, Comacchio, Argenta e Portomaggiore, che prevede l’installazione di punti di accesso nel Mezzano con telecamere. È un valore aggiunto – spiega il sindaco Marchi -, in quanto si tratta di un’ azione coordinata con tecnologia avanzata e con un disegno strategico comune. Il Mezzano è un unicum, un patrimonio che va tutelato».
Il sistema di videosorveglianza è dunque ritenuto un ulteriore mezzo di coordinamento e di vigilanza, che va ad integrare il lavoro svolto dalle forze di polizia, sia per prevenire i furti in agricoltura, sia per debellare la piaga dell’abbandono di rifiuti al ciglio di strade che attraversano il Parco del Delta del Po. Per quanto riguarda le addotte, ma non documentate risultanze di campionamenti effettuati nel Mezzano dal gruppo “Fumo di Torba”, Marchi sferra un duro attacco, osservando che «il dibattito va bene se ha il carattere della dignità. Le analisi sono sempre state eseguite da Arpae - prosegue il sindaco ostellatese -, peraltro documentate sotto il profilo metodologico con risultati ampiamente esposti sia sotto il profilo della qualità dell’aria, che su quello dei terreni. Quella è scienza, non è opinione. Non è fantascienza».
Marchi ricorda che nel Mezzano fenomeni di auto-combustione della torba sono sempre esistiti, benchè non con le proporzioni rilevate la scorsa estate e che i controlli da parte della polizia provinciale, della polizia locale, del Consorzio di Bonifica e dei volontari della Protezione civile sono sempre stati capillari. «Non si può prevedere quando e se brucerà la torba - aggiunge Marchi - e dopo l’esperienza dello scorso anno non è escluso più niente, ma faccio presente che quando Arpae inteviene con dati scientifici lo fa sulla scorta delle proprie funzioni istituzionali di organo di polizia giudiziaria».
Il sindaco di Ostellato non manda giù le mancate scuse da parte di coloro che qualche tempo fa, chiamando in causa addirittura il National Geographic, per poi ricevere a stretto giro una smentita, non hanno mai fatto un passo indietro rispetto ad un reportage confutato. «Questa è gente che inventa e lucra sulla paura. Sarebbe autorevole?», chiude Marchi.
Katia Romagnoli
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