«Bene insegne e colori, ma attenti ai costi»
Sant’Anna, positivi i commenti dell’utenza dopo i lavori: ma era meglio farli prima
Si guardano intorno e alla fine concordano quasi tutti: «Un buon lavoro ma bisognava farlo prima». Qualcuno ricorda le tecniche ideate per orientarsi nel labirinto dell’ospedale di Cona appena aperto, nel maggio 2012. C’era chi arrivava con un’ora di anticipo «come in aeroporto» per evitare di presentarsi in ritardo alla visita. E chi per essere ancora più certo che non sarebbe andato incontro a imprevisti programmava una perlustrazione «il giorno prima». I problemi di orientamento all’interno del mastodontico Nuovo Sant’Anna sono stati segnalati fin dai primi giorni dagli utenti e dai mezzi di informazione. «Si cerca di risolverli con quattro anni di ritardo ma va bene così», commentano gli utenti che dalla fine della scorsa settimana possono valutare il primo risultato dell’attuazione del piano di miglioramento dell’accessibilità dell’ospedale. In pratica l’esposizione di cartelli fuori dai reparti con i servizi raggiungibili, le indicazioni dei piani collegati dagli ascensori, i segnali che agevolano la scelta dei percorsi, la segnalazione delle scale per spostarsi fra i vari livelli, i colori per individuare più facilmente gli snodi fra settori e corpi. «A breve - spiega il responsabile dei lavori, Paolo Chiarini (Sant’Anna) - partiremo con l’ultima tranche di questa prima fase: la realizzazione della rampa per la discesa dal parcheggio 2 all’ingresso ambulatori. Nei pressi della discesa concentreremo anche un numero consistente di posti auto per disabili che ora si trovano in un’area più lontana». Il costo di questo primo step è di 300mila euro, comprese anche le spese, ricorda Chiarini, per la realizzazione della rampa e lo spostamento degli stalli per i disabili. «I cui lavori - annuncia Chiarini - proseguiranno fino a settembre». E poi’? «Faremo una valutazione dei risultati - risponde il tecnico - e vedremo come raggiungere l’obiettivo di agevolare l’accesso dell’utenza tenendo conto dell’esperienza maturata in questa prima fase».
Per estendere lo stesso modello a tutto l’ospedale l’azienda ospedaliera ha a disposizione un altro milione di euro. Davide e Marica, una coppia di Cona, nota che «sono spariti molti foglietti volanti e con cartelli e colori oggi orientarsi è più semplice». «Se avessimo trovato il Sant’Anna già in questo stato - commenta Gianfranco Malossi - ci sarebbero state molte meno lamentele». Due studenti di Medicina, Persefoni e Antonio, ricordano «i primi mesi in cui venivamo qui e dovevano continuamente chiedere come si raggiungeva questo o quel reparto». Riccardo, 19 anni, è convinto che «così è meglio che in passato». Vincenza, di Codigoro, conferma ma chiede «di indicare meglio gli ascensori». Primo, un altro utente, approva l’intervento ma invita a «fare attenzione alla spesa». Anna Maria Zigola, sollecita «più sedie e panchine dentro, e parcheggi per disabili più vicini all’ingresso. Ma è una constatazione che vale per tutta la città: qua parcheggiare per chi ha difficoltà a muoversi è un’impresa, a Ravenna no».
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