La strada del Diavolo ancora senza luce
Aumenta la protesta per la mancata illuminazione di via Genova tra Porto Garibaldi e Lido Scacchi: ciclisti e pedoni a rischio
PORTO GARIBALDI. Il nome di strada del Diavolo l’avevano dato gli antenati come minimo di sesta generazione degli attuali residenti di Porta Garibaldi, in un secolo in cui non esisteva l’asfalto e nemmeno l’elettricità. Nel terzo Millennio la strada del Diavola, quell’arteria parallela alla strada Acciaioli, più vicina alla costa, si chiama via Genova, ma conserva ancora intatte tracce luciferine e nessuno fa niente, men che meno l’amministrazione comunale, per toglierle. E dire che basterebbe poco, perché la strada del Diavolo ha soprattutto un grosso difetto. È completamente buia e di notte rappresenta un grosso problema soprattutto per ciclisti e pedoni che devono percorrerla spostandosi da Porta Garibaldi a Scacchi o viceversa. Un gruppo di cittadini nei giorni scorsi, stanco di tante promesse, ha deciso di iniziare a sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema che a Porto Garibaldi e nei Lidi limitrofi è particolarmente sentito.
«Non è possibile - dichiara un residente - che non si è mai fatto nulla in questi anni per portare l’illuminazione stradale in una delle vie più pericolose dell’intero comune di Comacchio. Per giunta si tratta di una via molto utilizzata dai turisti per i loro trasferimenti e anche per la passeggiata serale».
Va ricordato che la strada si trova anche in prossimità di un camping importante come “Spiaggia e Mare”, dove molti ospiti, con una buona percentuale di turisti stranieri, usano molto quella strada.
«Nelle ore serali e notturne - continuano i promotori della richiesta di illuminare la strada - diventa un vero rischio percorrere a piedi o in bicicletta quell’arteria, perché c’è sempre il rischio di finire investiti, come purtroppo è capitato anni fa a un ciclista».
Fa specie, secondo i residenti di Porto Garibaldi e di Lido Scacchi, che questa strada continui ad essere dimenticata e non si faccia nulla per risolvere il problema dell’illuminazione. Che poi è soprattutto un discorso di sicurezza stradale.
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