La Nuova Ferrara

Ferrara

«Servono le barriere frangiflutti»

«Servono le barriere frangiflutti»

È la proposta che le associazioni portano oggi all’incontro in municipio con l’assessore regionale

3 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. I temi dell’erosione costiera e degli interventi a lungo termine pianificati dal Demanio regionale marittimo, per fornire risposte che vadano oltre i ripascimenti periodici dell’arenile, saranno affrontati nell’incontro odierno convocato in municipio, alla presenza di Paola Gazzolo assessore regionale alla difesa del suolo e della costa.

Sul tavolo del confronto, al quale parteciperanno anche Claudio Miccoli, dirigente del servizio tecnico di bacino di Romagna e responsabile ad interim del Servizio tecnico di Bacino Po di Volano e della costa, parteciperanno anche il sindaco Marco Fabbri ed i rappresentanti delle associazioni di categoria e degli stabilimenti balneari.

«La proposta che porteremo al tavolo – spiega Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano – consiste nella richiesta di interventi sistemici e non più a spot, prevedendo azioni di recupero dei danni da mareggiate e di ripristino delle barriere frangi-flutti dal lido di Volano a Porto Garibaldi. Le attuali non sono purtroppo più efficaci».

Sul tema si è mosso nei giorni scorsi anche l’ordine dei geologi dell’Emilia-Romagna, rendendosi disponibile a partecipare ai tavoli di confronto e di studio, ritenendo ormai superata la strategia dei ripascimenti periodici.

«A noi associazioni ed operatori poco importa chi esegue studi, - conclude Callegarini -, ma interessa solo che non vengano più attuati interventi di somma urgenza dopo una mareggiata, bensì opere strutturali e definitive».

Ha le idee chiare sul da farsi anche Giuseppe Carli, presidente provinciale e vice-presidente regionale del Sib, in quanto «sono spese inutili quelle dei ripascimenti naturali con sabbia. Servono piani di interventi tali da non lasciare le spiagge in balia della prima mareggiata. Occorre il rapido ripristino delle dighe – dichiara Carli – e degli scogli, che si sono abbassati e non svolgono più la loro funzione frangi-flutto». Carli vede con favore anche progetti sperimentali, come quelli adottati lungo la costa veneta, a Jesolo, con reti impiegate a bloccare il deflusso della sabbia a mare. «Ben vengano questi incontri anche decentrati sul territorio – conclude Carli -. Siamo disponibili a dare la nostra collaborazione». Propositivo anche l’approccio alla problematica da parte di Ascom che, per voce del proprio presidente locale Gianfranco Vitali, fa presente che «non sono più rinviabili interventi risolutivi sulle scogliere perché hanno più di 30 anni». In merito all’annosa questione del litorale privato, quello che attraversa i lidi Scacchi, Nazioni e Pomposa, Vitali tiene a precisare che «qui si parla degli effetti del mare e il mare non è privato. Lo Stato deve tutelare il mare e anche gli operatori». Per Vitali l’incontro odierno è un passo importante, dopo il primo incontro caldeggiato da Ascom in Regione. Marco Magnani, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari dei lidi Estensi e Spina, auspicando interventi strutturali, ricorda che « al Lido di Spina è ancora presente il cantiere del sabbiodotto con bombole da recuperare al più presto. La Regione dice che non ci sono disagi. Vedremo». (k.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google