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Berco, quattro ore di sciopero

Proclamati dai sindacati per il 13 luglio. Tensione in fabbrica su possibili esuberi

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COPPARO. Alla Berco sono state proclamate altre quattro ore di sciopero per il prossimo 13 luglio.

La decisione unitaria è venuta dai sindacati confederali Fiom, Fim, Uilm e Rsu nelle assemblee coi lavoratori di ieri in fabbrica segno di una situazione aziendale all'insegna dell'incertezza. Lo ha annunciato Samuele Lodi, segretario provinciale della Fiom: le assemblee erano state convocate per sentire la voce della base (cioè dei lavoratori) dopo il recente incontro con l'ad Sven Arend. «Noi siamo responsabili: sappiano della nuova crisi di mercato internazionale, il brusco calo in Usa e Asia, ma pretendiamo dall'azienda chiarezza e trasparenza. Evitiamo l'errore di guerre tra poveri. Non è uno sciopero contro eventuali esuberi di cui corrono le voci, visto che Berco non ci ha detto nulla di preciso in questo senso. Ma daremo - dicono ancora i sindacati - un forte segnale unitario. Rinnovo del contratto nazionale e aziendale devono andare di pari passo (come sul blocco degli straordinari) legandolo a ciò che avviene in azienda. E su altre voci di vendita non ci interessa il proprietario, ma che non si tocchino gli investimenti». Stefano Bondi della Rsu: «Oltre allo sciopero, ci attiveremo come in passato per coinvolgere il territorio e le istituzioni, e se serve ancora al ministero dello sviluppo economico». E Paolo Da Lan (Uilm) ha detto, rispondendo ad un lavoratore che chiedeva unità sindacale: «C'è stata una buona mediazione tra noi e le Rsu». Durante le assemblee si è parlato anche di calo dei mercati e si esuberi, ma nulla pare al momento muoversi. «Se c'è stato forte calo del mercato - ha detto poi una dipendente - forse ci sono state scelte sbagliate della direzione. Vorremmo verificare qualche dato». Mentre un collega ha dichiarato: «Ma perché non arriviamo ad organizzare uno sciopero generale?». Un autunno il prossimo che si annuncia rovente, in attesa di quanto farà sapere la Boston Consulting su organizzazione interna e il cosiddetto squilibrio tra lavoratori diretti e indiretti. Intanto il profitto aziendale è troppo basso (solo del 2%, contro il 6-/7% necessario): chiusa la sede di Berco Uk, e tagli del 50% del personale Tk in altre sedi estere.

Franco Corli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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