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Cento candele di speranza. «Torna a casa presto»

Cento candele di speranza. «Torna a casa presto»

Ieri sera a Tresigallo la fiaccolata per il ragazzino tolto alla famiglia. L’affetto dei partecipanti durante il corteo in paese tra pensieri e commozione

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 «Buon compleanno, torna a casa presto». Il protagonista non c’è, è ospite in una casa famiglia e per i suoi 12 anni amici e parenti hanno voluto fargli un regalo speciale. Fiaccole in mano, sono partiti dal cortile della scuole medie e sono arrivati sotto casa sua, portando ognuno un pensiero speciale. «Sta bene, passerà un periodo lontano da noi - spiegano alcuni parenti - ma siamo sicuri che presto questo nostro incubo sarà finito». Davanti al corteo i compagni di scuola, dietro genitori che si immedesimano e raccontano di un dolore che non potrebbero sopportare. Ma, si sa, la legge va rispettata.

A questo proposito va detto che il ragazzino, per ordine del tribunale per i minori di Bologna (competente per territorio) è stato affidato a una casa famiglia (la decisione solitamente è adottata direttamente dal tribunale dei minorenni), a causa di maltrattamenti che lo stesso ragazzino avrebbe subìto in casa. Da qui la decisione del tribunale. Il caso è seguito molto da vicino (trattandosi, appunto, di un minore) dai servizi sociali e, in ultima istanza decisionale, dallo stesso tribunale dei minori di Bologna. In via generale, il tribunale per i minorenni può decidere, qualora ricorrano le condizioni, di affidare lo stesso minorenne non soltanto a case famiglia ma anche ad altre strutture accreditate per tale funzione (ad esempio le comunità educative). In questo caso il tribunale dei minori ha deciso per una casa famiglia.

Ma torniamo alla fiaccolata. C'è chi prega, chi racconta e chi resta in silenzio. Tanti bambini sono troppo piccoli per capire, camminano e basta reggendo la candela bianca rivestita d'azzurro. All'amico chiedi di starti vicino quando la vita è debole. Il corteo, cento persone o forse più, si muove lento lungo viale Roma. Altra tappa in via Corridoni, altri pensieri letti ad alta voce: "angelo mio, proteggilo. Io sono ancora tanto piccino, guidami sempre nel mio cammino". Tra preghiere, canti e risate spensierate di chi riesce a vedere le cose con la leggerezza dei dodici anni, le fiaccole hanno attraversato tutto il paese e sono arrivate in via De Gasperi, davanti alla casa bianca con i piccoli archi. «No, non riesco a leggere niente». Lacrime e commozione, ancora preghiere. «Torna a casa. È questo ciò che speriamo». Applauso e tanti auguri sotto casa del ragazzino. Un coro caldo, di quelli che arriva dritto al cuore.

La speranza dei partecipanti è ora che questa fiaccolata possa servire da buon auspicio per vedere il ragazzino presto a casa. Almeno questa è la grande speranza dei parenti.

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