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parcelle esorbitanti

Condannato a risarcire, cede tutto al figlio

Condannato a risarcire, cede tutto al figlio

Battaglia giudiziaria infinita tra un commercialista e i suoi ex clienti per 750mila euro

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Secondo l’accusa è stato fin troppo abile nel suo lavoro di commercialista, al punto da riuscire a far “sparire” il suo patrimonio immobiliare per evitare di pagare un risarcimento da 750mila euro. Deve così rispondere di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice Andrea Carletti, finito a processo insieme al figlio Luca, chiamato a sua volta in causa per le operazioni finanziarie contestate di cui era il beneficiario. La vicenda si trascina dal 2013, e ieri il processo ha subìto un ulteriore rinvio, al 3 settembre, perché i legali dell’imputato (Fabio Anselmo e Alessandra Pisa) hanno chiesto un termine a difesa dopo che il pubblico ministero Ciro Alberto Savino ha aggiunto una precisazione al capo di imputazione. Carletti infatti è accusato di aver trasferito il suo patrimonio immobiliare al figlio (cedendogli le quote di una società immobiliare creata ad hoc e poi scissa per non comparire più in alcun modo) per non pagare 750mila euro all’imprenditore Filippo Dianti (già conosciuto come Grande Accusatore nello scandalo delle mazzette Acer) e alla moglie, di cui era commercialista. Era stato il tribunale civile, nel 2013, a stabilire che le parcelle richieste al commercialista ai suoi clienti erano «sproporzionate ed esorbitanti», condannandolo a restituire 750mila euro alle parti offese, assistite dall’avvocato Gianluigi Pieraccini. Carletti è stato inizialmente accusato di aver trasferito i beni al figlio solo dopo la sentenza, ieri invece il pm ha integrato il capo di imputazione includendo altri atti compiuti da Carletti già durante gli accertamenti della Finanza. Da qui la richiesta del termine a difesa e il rinvio a settembre.

Ma quella tra il commercialista e i suoi ex clienti è una battaglia giudiziaria-matrioska, con un processo dentro l’altro. A cominciare dal ricorso presentato da Carletti contro la condanna al maxi-risarcimento, e che sarà discusso nel 2017, e proseguire con gli strascichi penali della vicenda. Il commercialista era stato infatti denunciato per truffa dall’ex cliente, ma l’accusa era caduta già nella fase delle indagini preliminari, con la richiesta di archiviazione da parte dello stesso pm Savino. Archiviazione che a sua volta ha innescato il contrattacco da parte di Carletti, che ha denunciato l’ex cliente per calunnia.

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