Commercio e finanza, scatta la fusione
Sì di Bankitalia, Capitanio in missione a Napoli. I 48 dipendenti puntano a rinviare il trasferimento
Giornata napoletana quella di ieri per Giovanni Capitanio, amministratore delegato di Nuova Carife: nella sede della società di leasing Commercio&Finanza ha infatti incontrato dirigenti e stakeholders per attivare la fusione con Nuova Carife, atto indispensabile per chiudere il cerchio della risoluzione. Come si legge anche nel progetto di fusione, infatti, l’operazione è «funzionale al successivo trasferimento delle sofferenze dall’ente-ponte (Nuova Carife, ndr) ad una società veicolo all’uopo costituita». La Rev non ha quindi ancora incamerato tutti i non performing loans del gruppo di corso Giovecca, si parla di diverse centinaia di milioni, e quindi non ha ancora potuto avviare concretamente le trattative per la loro cessione. La fusione ha ottenuto l’autorizzazione del governatore Bankitalia, Ignazio Visco, il 22 giugno scorso, in quanto «è funzionale alla realizzazione del piano di risoluzione e non comporta impatti sostanziali sulla situazione tecnica della banca incorporante che possiede il 100% della società», e inoltre «consentirà di dare soluzione alla crisi della controllata Commercio e Finanza», che è in amministrazione controllata (il commissario è sempre Capitanio). La fusione è stata deliberata il 24 giugno.
C’è un “effetto collaterale” che riguarda i dipendenti di Commercio e Finanza, 48 persone delle quali 3 distaccate già a Ferrara. L’accordo sindacale siglato qualche mese fa prevede che entro il 31 dicembre 2017 siano tutti trasferiti alla rete e agli uffici di Nuova Carife, «non ho incontrato i sindacati perché si tratta solo di dare applicazione all’accordo» ha sillabato ieri Capitanio. L’accordo non prevede una tempistica dei trasferimenti, che ovviamente sono molto temuti dagli addetti napoletani, ma servirebbero a potenziare la presenza soprattutto agli sportelli. I napoletani puntano a trattare con il nuovo proprietario.
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