Concessioni, contromosse per l’eventuale no dell’Europa
LIDO ESTENSI. Manca una settimana dal pronunciamento della Corte di giustizia europea sulla proroga al 2020 delle concessioni demaniali alle 30mila imprese che gravitano attorno al settore balneare...
LIDO ESTENSI. Manca una settimana dal pronunciamento della Corte di giustizia europea sulla proroga al 2020 delle concessioni demaniali alle 30mila imprese che gravitano attorno al settore balneare italiano. In attesa della sentenza, visti i rumors di un probabile diniego, che lascerebbe allo scoperto gli attuali concessionari, il governo sta cercando di correre ai ripari gettando le basi di una riforma di settore, condivisa con le associazioni di categoria. Entro una settimana sarà presentata una legge delega, nella quale è stata inserita una norma temporanea di salvaguardia, concordata con l’Unione Europea, che dovrà entrare in vigore dal 15 luglio sino all’adozione di una legge definitiva. Il provvedimento del governo dovrà così impedire agli attuali titolari di concessioni demaniali di diventare per così dire “abusivi”, a seguito di un eventuale, probabile pronunciamento negativo da Bruxelles. «Aspettiamo di avere sotto mano il testo definitivo della legge delega – commenta Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano -, per formulare eventuali osservazioni. Comunque se tutto dovesse corrispondere, si parla di un periodo transitorio di 10/15 anni di proroga, al termine dei quali si passerà alle gare ad evidenza pubblica delle concessioni». Come noto la direttiva comunitaria Bolkestein emanata nel 2007 ha azzerato il rinnovo automatico delle concessioni demaniali, introducendo il criterio della messa all’asta, con conseguenti rischi da parte dei proprietari degli stabilimenti balneari, di veder andare in fumo anni di sacrifici ed investimenti. Una volta decorsi i 15 anni di transizione, il provvedimento governativo, in fase di attuazione, dovrebbe prevedere un punteggio elevato per il riconoscimento delle professionalità con rinnovo per 30 anni del titolo concessorio. (k.r.)
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