L’ultimo viaggio insieme per Leda e Paolo
Ieri i funerali di madre e figlio. L’uomo ha ucciso la mamma in un momento di sconforto
MARIA MADDALENA. Non c’erano solo gli abitanti di Santa Maria Maddalena ieri a dare l’ultimo saluto a Leda Bianchi e Paolo Chiarioni, madre e fratello del sindaco di Occhiobello, ma anche le comunità di Fiesso, Polesella, Ceregnano e Castelmassa rappresentate dai rispettivi sindaci.
Le due bare sono arrivate in chiesa accolte dall’Eterno Riposo, cantato dai numerosissimi fedeli. L’omelia l’ha recitata don Guido: «Dona o Signore l’eterno riposo ed asciuga le lacrime ai famigliari, ai parenti e alla compagna Sergia. C’è in ognuno di noi qualche ombra ma ogni defunto ha in sé qualcosa da insegnarci».
Dopo la lettura della pagina del Vangelo dove si ricordava la morte di Gesù, don Guido si è soffermato sul grande dolore che ha colpito famiglia del sindaco, così duramente provata. «Per un parroco - ha detto rivolgendosi ai presenti - è sempre doloroso percorrere le pagine tristi della vita dei suoi parrocchiani, specie quando vengono coinvolti in eventi così tragici. Ci chiediamo allora: perché? Perché ha avuto il sopravvento la fragilità umana? Ma risposta non c’è se non nella luce di Dio. Il dolore è grande e solo il silenzio e la preghiera possono trovare spazio in questo momento insieme alla solidarietà e all’affetto verso il nostro sindaco. E queste non sono parole di circostanza, ma che nascono del profondo del cuore». Il parroco ha proseguito ricordando che la morte rimane un enigma per tutti, ma particolarmente in questa circostanza dove appare ancora più misteriosa. Don Guido ha anche associato la presenza in chiesa di Leda e Paolo al lontano giorno di 65 anni fa quando entrarono insieme per il battesimo. «Allora - ha ricordato don Guido - ebbe inizio un cammino di vita fiducioso nell’aiuto di Dio. Un percorso che non fu facile perché mamma Leda rimase vedova a soli 42 anni. Il 29 giugno scorso questo cammino si è interrotto definitivamente ma li ha riportati nuovamente i nsieme in chiesa sebbene in circostanze completamente diverse. Oggi noi li accompagniamo per l’ultimo viaggio affidandoli a Dio e alla sua misericordia».
I due feretri ricoperti di orchidee e rose sono poi giunti a Copparo, al Giardino della cremazione.
Margherita Goberti
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