La Nuova Ferrara

Ferrara

il difensore dell’impiegata in prefettura

«Ma l’inchiesta è tutta ‘fuffa’ Alla fine chiederemo conto»

«Ma l’inchiesta è tutta ‘fuffa’ Alla fine chiederemo conto»

«Dispiace che una impiegata dalla prefettura - mia assistita - e una collega del Foro di Ferrara siano coinvolte in una vicenda come questa: come difensore posso dire che negli 11 faldoni e nelle...

2 MINUTI DI LETTURA





«Dispiace che una impiegata dalla prefettura - mia assistita - e una collega del Foro di Ferrara siano coinvolte in una vicenda come questa: come difensore posso dire che negli 11 faldoni e nelle migliaia di intercettazioni dell’inchiesta c’è solo ‘fuffa’». Tradotto, nessuna accusa provata, nessun riscontro delle ipotesi per cui viene chiesto il rinvio a giudizio, secondo Salvatore Mirabile, difensore della impiegata della Prefettura, Simona Granatiero che oggi - dopo l’inchiesta - lavora ancora in prefettura, con altro ruolo: «è stata demansionata, e tuttora dopo questa vicenda vive in uno stato di depressione», spiega il legale. Legale che non ha dubbi: «Posso dire di essere più che convinto che al processo dimostreremo la totale estraneità ai fatti e quando accadrà questo chiederemo conto di questa indagine che si protrae da oltre 4 anni senza elementi di accusa e nessun riscontro». Il legale spiega che tutto comincia dalla denuncia di una cittadina filippina: «contro la quale - spiega il legagale - è pendente una calunnia, in cui la Granatiero è persona offesa». Calunnia perchè venne accusata, l’impiegata, di avere timbri falsi della prefettura e nonostante perquisizioni, sequestri e analisi dei computer non è stato trovato mai nulla. Il legale si sofferma su un fatto: «La mia assistita condivide lo sportello con altre 4 persone (le pratiche non sono soggettive), e una di questi colleghi è l’attuale sindaco di Bondeno, Bergamini. Lei stessa, accortasi di residenze ricorrenti nelle stesse case a Migliarino fece presente la coincidenza al Comune stesso, con mail ufficiali, atti che nell’inchiesta non sono stati per nulla presi in considerazione». E poi si chiede il legale: «Che poteri di controllo avrebbe potuto avere sulle residenze false, certificate non da lei ma da autorità dei comuni (Ferrara e Migliarino, ndr)». «Ripeto e voglio essere chiaro: le accuse sono infondate, si basano su intercettazioni (tra lei e l’avvocata in alcuni casi, ndr) interpretate in modo errato. Dimostreremo tutto questo, all’udienza preliminare».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google