Orsatti prova a ripartire con il concordato
Chiesta la procedura per un pezzo del gruppo. Difficoltà da crisi di banche e centro storico
È uno dei marchi alimentari più conosciuti e amati dai ferraresi, quello di Orsatti, ma la crisi non lo ha risparmiato. Così la famiglia “dolciaria” per eccellenza della città sta assaggiando l’amaro della ristrutturazione con tanto di richiesta di concordato per una parte del gruppo, racchiuso nel contenitore “Dolci passioni srl” che è transitato per la liquidazione. «Intendiamo prendere slancio da questa situazione di difficoltà per rilanciare la nostra attività tutelando in toto i dipendenti» è la sola dichiarazione di Alessandro Orsatti, il liquidatore della società e titolare della maggioranza delle quote, che ha presentato domanda di concordato preventivo il 18 aprile scorso al tribunale di Ferrara. Il perimetro interessato all’operazione comprende le due unità locali dell’Ipercoop Il Castello e il negozio di via Cortevecchia, mentre sarebbe esclusa la Caffetteria del Castello Estense, che risultava inserita in un primo tempo. Tutti proseguono regolarmente l’attività in attesa della proposta di concordato, che Orsatti può presentare entro 120 giorni (bisogna tener conto delle festività e delle ferie estive del tribunale, quindi i tempi si allungano), con la trentina di dipendenti impiegati. Restano fuori da questa operazione le altre attività del gruppo.
Le difficoltà che hanno portato a questa situazione sono ben riassunte dal bilancio 2015 della società, chiuso con una perdita di 826.332 euro, che seguono i -160.263 euro dell’anno precedente. Nel 2015 si era concluso un progetto di centralizzazione delle produzioni per ogni tipologia di prodotto, con qualche terziarizzazione nelle situazioni in cui l’operazione non era considerata sostenibile, in particolare cucina e gastronomia. La conseguente riduzione del personale non ha però risolto il problema dei costi, nè è andata a buon fine l’operazione studiata con una banca per ricapitalizzare attraverso l’immissione di immobili tra cui quello di via Cortevecchia, e che prevedeva l’acquisizione del Pampapato Orsatti per sfruttare anche sui mercati internazionali il recente riconoscimento Igp. «Abbiamo subìto un’importante riduzione del fatturato - si legge nella nota integrativa - a causa della terribile situazione in cui versa il centro storico cittadino, che negli ultimi anni ha visto uno spopolamento di nuclei familiari con la conseguente desertificazione commerciale e dei servizi»; un problema comune con molte altre attività commerciali. Si sono poi registrate perdite in operazioni straordinarie per 410mila euro. La crisi Carife, che ha innescato difficoltà anche con gli altri istituti, ha chiuso il cerchio. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
