"Anche a Ferrara le prostitute paghino le tasse come tutti noi"
Il consigliere Rendine al sindaco: le prostitute che lavorano in città paghino le tasse al Comune che dovrà attivare controlli sulle professioniste e le escort conosciute sui siti specializzati
FERRARA. Le prostitute che lavorano a Ferrara paghino le tasse al Comune che dovrà attivare controlli sulle professioniste che hanno attività in casa o altro (conosciute sui siti specializzati, vedi le escort) e verificare che vengano applicati studi di settore per loro: tutto questo per permettere al Comune di Ferrara di poter incassare le tasse del sesso a pagamento.
A proporlo è il consigliere comunale di Gol, Francesco Rendine in un articolato documento, presentato al consiglio comunale che dovrà discuterlo. Rendine spiega che «la sanità pubblica è gratuita, ma finanziata da chi lavora e paga le tasse, e copre anche chi è dedito a professioni che possono sfuggire ai controlli fiscali». Da queste quella della prostituzione, ritenuta “prestazione di servizi retribuita”. Si fa forte di un precedente, accaduto a Savona, di una escort dell’est Europa, dove la donna che figurava come addetta alle pulizie, dopo la verifica fiscale ha ammesso di fare la escort e guadagnare almeno 36mila euro l’anno.
Così dopo aver attivatao tutto l’iter burocratico e fiscale per l’accertamento, l’Agenzia delle entrate ha intimato alla escort di pagare Irpef, addizionali Irpef comunali e regionali, contributi previdenziali e l’Iva sugli “incassi lordi”. Non solo. A questa cifra, i giudici della Commissione Tributaria provinciale di Savona ha aggiunto altri 2mila euro per risarcire le spese di giudizio.
Per questo motivo Rendine chiede che « il consiglio comunale impegni il Sindaco e Giunta ad attivare tutti gli organi di controllo per individuare chi presta questa attività e far versare loro quanto dovuto nelle casse comunali, applicando studi di settore». Inoltre chiede di sollecitare il governo affinché venga emanata una legge che preveda il pagamento delle tasse da parte di tutte le professioniste che operano in Italia».
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