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Berco, presidio davanti ai cancelli

Berco, presidio davanti ai cancelli

La mobilitazione sarà attuata il 13 luglio durante lo sciopero

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COPPARO. In occasione del prossimo sciopero alla Berco del 13 luglio si terrà anche un presidio sindacale davanti ai cancelli della fabbrica. Lo annuncia Paolo Da Lan, segretario provinciale della Uilm, che con i colleghi Samuele Lodi (Fiom) e Sandra Rizzo (Fim) oltre alle Rsu, nei giorni scorsi aveva presieduto le assemblee coi lavoratori. Spiega brevemente Da Lan che «Il presidio si terrà dalle 10 alle 12, con volantinaggio e alcune modalità ancora da definire, ma saranno invitate anche le istituzioni del territorio, a partire dal sindaco di Copparo Nicola Rossi, per un loro pieno coinvolgimento delle ragioni della protesta in atto mentre la durata dello sciopero sarà di quattro ore». Una decisione presa all'indomani delle assemblee, in cui sono emerse grandi preoccupazioni per la nuova crisi in atto della Berco (con un sensibile calo del mercato internazionale che mette in forse gli obiettivi in termini di profitto e fatturato del piano strategico di due anni fa), con in ballo ancora vari problemi gestionali ed organizzativi interni. E soprattutto, il ritorno all'incertezza in tema di occupazione e sullo sfondo, l'ipotesi di nuovi esuberi, se il mercato non dovesse dare segni di ripresa. «In questo senso, l'azienda in realtà non ci ha annunciato nulla di preciso, mentre noi vogliamo chiarezza e trasparenza-aveva detto in assemblea Samuele Lodi-e quali prospettive ha l'azienda, oltre a questa consulenza con la Boston Consulting i cui risultati si sapranno solo a fine settembre».

Lodi si riferiva a quanto spiegato ai sindacati dall'amministratore delegato Sven Arend, in occasione del faccia a faccia del 13 giugno a Copparo, presenti anche i rappresentanti sindacali dello stabilimento di Castelfranco Veneto: in cui il manager aveva sottolineato il forte squlibrio tra lavoratori diretti e indiretti. Da qui la consulenza con la società sulla riorganizzazione della forza lavoro. Che i sindacati temono si trasformi ancora in nuovi esuberi. In ballo vi sono il rinnovo sia del contratto aziendale che quello nazionale. due vertenze che si intrecciano tra loro, da qui anche il blocco dello straordinario del sabato.(f.c.)

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