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LUTTO A RENAZZO

«Claudio era prudente, è tutto assurdo»

Marcello Pulidori
«Claudio era prudente, è tutto assurdo»

Sgomento per l’operaio morto. Nella casa dei genitori in cui abitava il 49enne schiacciato e ucciso da un carrello elevatore. Il dolore del titolare della ditta

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RENAZZO. C’è un silenzio che vuol dire tante cose qui, in via Silvio Pellico, una strada a fondo chiuso a un centinaio di metri dal centro di Renazzo. Al civico numero 29 abitano Marcello e Laura. Sono i genitori di Claudio Fallavena, l’operaio di 49 anni rimasto ucciso mercoledì alle 17 mentre stava lavorando, a Baricella (nel Bolognese): un carrello elevatore, per cause che saranno da accertare, si è messo in movimento senza che Fallavena se ne accorgesse, colpendolo e schiacciandolo contro una parete. Per il lavoratore non c’è stato nulla da fare.

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Il centro logistico dell’azienda Pizzoli, in via Roma a Baricella, è stato il suo ultimo posto. La ditta per cui Claudio lavorava, la “Fiorini carrelli elevatori”, con sede a San Giorgio di Piano (sempre nel Bolognese) stava eseguendo lavori di riparazione dentro il perimetro dell’azienda Pizzoli, una ditta esterna dunque che lavorava all’interno di un’altra ditta. I rilievi che dovranno accertare l’esatta dinamica sono stati effettuati dai carabinieri della stazione di Baricella. La casa della famiglia Fallavena è un edificio su due piani, una tipologia di abitazione tipica di queste terre della Partecipanza. Marcello e Laura ci accolgono nella sala da pranzo, sul tavolo un album di fotografie: Claudio durante il servizio di leva negli alpini, Claudio in cucina, Claudio con alcuni amici. Claudio era nato a Renazzo il 24 febbraio 1967. Dopo le scuole ed il militare, aveva iniziato a lavorare. «Era una persona così prudente - spiega, appoggiandosi al muro, papà Marcello - , non ci diamo pace su come possa essere accaduta una tragedia del genere. Lui era attento in ogni sua cosa, anche fuori dal lavoro. Non era uno scapestrato, era l’esatto contrario». Da una piccola porta spunta anche la mamma Laura, che in questi momenti drammatici ha trovato la forza e la dignità per estrarre dal cassetto di una credenza le foto del figlio che non c’è più. “Avete potuto vederlo”?, chiediamo. «Ancora no - risponde il papà - , potremo farlo nei prossimi giorni». Cosa sapete, chiediamo ancora, dell’infortunio che ha ucciso Claudio? «Ci hanno spiegato - è sempre papà Marcello a parlare - che Claudio stava riparando un carrello elevatore quando il macchinario si è mosso e lo ha spinto e poi schiacciato - prosegue il papà - contro un muro».

Tutti i colleghi di lavoro si sono accorti di quanto stava accadendo e sono accorsi vicino a Claudio, ma purtroppo non c’era già più nulla da fare. Hanno fatto tutto quello che potevano, ma non è servito». La famiglia Fallavena vive da anni in questa casa di via Pellico dove praticamente tutti si conoscono. Una casa accanto all’altra, dove il vicino è tale magari da decenni e col quale è impossibile non incrociarsi. Oltre ai carabinieri, mercoledì sul posto sono arrivati anche i tecnici della medicina del lavoro dell’Asl di San Giorgio di Piano che dovranno verificare eventuali irregolarità nell’adozione delle misure previste dalle norme relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

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