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Negli ospedali pubblici

Libera professione, vale fino a 400mila euro l'anno

La tabella dei compensi della libera professione
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La tabella dei compensi della libera professione

Compensi super per alcuni professionisti della sanità locale. Solo 30 medici non l’hanno utilizzata nel 2015. Chirurgia, endocrinologia e neurologia le specialità più “ricche” al S.Anna

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FERRARA. Chirurghi, oculisti, ginecologi, neurologi e cardiologi: è attorno a queste specialità che si concentra il grosso della richiesta - e dunque dei compensi - per visite e prestazioni in modalità libero professionale (alp) all’azienda ospedaliera Sant’Anna.

Nel 2015 (dati dell’azienda) solo una trentina di medici non ha utilizzato la possibilità di esercitare privatamente all’interno dell’ospedale e i meno attivi hanno avuto compensi oscillanti tra alcune centinaia e poche migliaia di euro. Le cifre si impennano, invece, soprattutto per quei medici i particolarmente richiesti dai pazienti per la loro reputazione professionale. Primo fra tutti, il senologo Paolo Carcoforo, che nel 2014 aveva superato il tetto-record (qui a Ferrara) dei 400mila euro per poi passare a poco meno di 300mila euro l’anno successivo. Due gli oculisti tra i primi 12 professionisti per compensi in attività privata intra-moenia: si tratta di Adolfo Sebastiani, ora in pensione, che nell’ultimo anno di attività aveva superato di poco i 90mila euro, e Carlo Incorvaia, che negli ultimi tre anni ha oscillato tra i 67 e i 77mila euro.

Tra i 86mila euro del 2013 e i 92mila del 2015 variano i compensi dell’endocrinologo Ettore Degli Uberti, mentre il chirurgo vascolare Paolo Zamboni, notissimo per le sue ricerche innovative sulla sclerosi multipla, ha realizzato quasi 67mila euro nel 2015 dopo aver sfiorato gli 86mila euro nel 2013. Tra i neurologi spiccano Marcello Govoni (sceso da oltre 84mila euro a poco più di 57mila euro in tre anni), ed Enrico Granieri (oltre 77mila euro nel 2015). Il ginecologo Fortunato Vesce aveva percepito 53.544 euro nel 2013 e l’anno successivo era sceso sotto la soglia dei 40mila. Tra i primi dodici compaiono anche la dottoressa Alessandra Ferlini del Dipartimento di Microbiologia e di Genetica Medica, e il paradontologo Leonardo Trambelli: per la prima i compensi nel 2015 hanno di poco superato i 50mila euro, il secondo ha sfiorato i 66mila. Infine, il cardiologo Francesco Portaluppi, salito dai 16mila euro del 2013 (quando era ancora consigliere comunle) agli oltre 56mila del 2015, dopo aver terminato il mandato.

Passando all’Asl, confrontando gli ultimi dati disponibili (2014) con l’anno precedente, si nota un generale ribasso dei compensi in libera professione. L’urologo di Cento Francesco Carparelli si è fermato sotto la soglia dei 10mila, dopo gli oltre 90mila dell’anno precedente; Roberto Rossi, ortopedico ad Argenta, è sceso dagli 81mila ai 77mila, così come il ginecologo del Delta Ettore Bertelli è passato da 69 a 60mila.

Un invito a non abusare della libera professione - servizi che rientrano legittimamente nell’offerta sanitaria - era stato peraltro già avanzato dalla Regione Emilia Romagna per non interferire con le prestazioni della sanità pubblica.

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